Ordinanza immediatamente esecutiva: il Comune di Adro deve rimuovere i simboli.


Oggi ho avuto un privilegio: essere presente mentre si scriveva la storia, o perlomeno appena dopo che si è stata scritta. La storia è l’inizio della fine del potere della Lega come lo conosciamo. Esistono ben dei giudici a… Brescia.
Andiamo al succo: nella causa promossa dalla CGIL il Giudice del lavoro di Brescia ordina esecutivamente ed immediatamente al Comune di Adro, sotto la guida e la superfizione del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Adro, di:
– rimuovere tutti i simboli (compresi quelli sul tetto) a spese del Comune di Adro: in particolare non dovranno essere presenti né segni di copertura né di abrasione sui banchi;
– va assicurata la permanente presenza della bandiera della Repubblica Italiana ed Europea
– l’ordinanza va pubblicata, a spese del Comune di Adro, sul Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera e Repubblica;
– l’ordinanza va affissa per 7 giorni lavorativi nel plesso scolastico.

Va da sé che tutte le spese anche processuali (2500 euro queste ultime) sono a carico del Comune di Adro

Ad oggi non si è arrivati per caso, o in modo episodico. La CGIL ha fatto ottimamente la sua parte, unica titolata ad intervenire presso il giudice del lavoro.
Ma sin dall’inaugurazione dell’11 settembre una molteplicità di soggetti si è mossa all’unisono: dapprima dei ragazzi del luogo, che hanno documentato a tutta Italia e tutto il mondo lo scempio dei soli.
Poi il PD, che ha indetto un volantinaggio per il sabato seguente, trasformatosi poi in una manifestazione vera e propria, dove hanno sfilato fianco a fianco popolo viola, rappresentanti locali dell’UDC, la lista civica Linfa, la CGIL, semplici cittadini, i centri sociali, SEL, e chi più ne ha più ne metta.

Un vero e proprio laboratorio contro la prepotenza della Lega ed il suo modo anticivico di marcare il territorio.
Ora tutto questo sta finendo, ora non è il momento di dividersi. Continuiamo insieme a lottare non per le ideologie ma su ogni argomento, su ogni punto, su ogni diritto.
Ed ora, arriva la manifestazione del 4 dicembre, organizzata da Adro Rimuoviamoli e dal Popolo Viola. E si festeggerà…

I nuovi Mille ad Adro


Sono molti i nodi già venuti al pettine o che arriveranno tra breve per il Sindaco di Adro. Multe, diffide, attenzioni particolari del prefetto, cause perse con rimborsi salati a carico della sua cittadinanza. Faremo l’elenco (e molto altro ancora) il 4 dicembre, ad Adro.
Dal BSoggi.
Un «corteo dei Mille», in memoria dell’«eroe dei due mondi» e dell’unità d’Italia, il 4 dicembre prossimo inaugurerà una seconda volta il nuovo polo scolastico di Adro. Lo ha rivelato l’assemblea pubblica di ieri nella sala civica di Torbiato, che ha fatto il punto pure su una serie di novità, dalla riapertura dei termini per il «bonus bebè e contributo affitti», allo stop alla modifica annunciata dal sindaco sul gonfalone comunale.
L’ASSEMBLEA, una trentina i presenti, programmata dopo l’incontro del comitato «Via i simboli di partito dalla scuola pubblica» con il prefetto di Brescia, per seguire gli sviluppi della richiesta di rimuovere tutti i simboli della Lega entro il 4 dicembre, è stata aperta con l’ultima novità: i manifesti affissi in paese coi quali il sindaco Oscar Lancini indice la riapertura dei termini per consentire agli stranieri, esclusi nel precedente bando, di chiedere bonus bebè e contributo entro il 30 novembre. «Lo ha fatto – spiega un cittadino di Adro – perché rischiava la denuncia penale se non avesse rispettato la sentenza di appello del tribunale di Brescia».
Valerio dal Pozzo, consigliere di Linfa, minoranza di Adro, ha riferito che il prefetto, dopo la delibera con cui la Lega nell’ultimo consiglio annunciò di voler inserire il Sole delle Alpi nel gonfalone comunale, ha scritto a Lancini invitandolo «ad attenersi alle procedure previste dalla legge per il gonfalone comunale».
Gli organizzatori della manifestazione dei 4 dicembre prossimo renderanno noto il programma fra qualche giorno. Il corteo, che partirà dal municipio, sarà aperto da Giuseppe e Anita Garibaldi, con «Demis Moore», cavalla di Michele Parzani, seguita dai gonfaloni di Adro, ognuno con il simbolo di un diverso partito, e «garibaldini» con elmo e abbigliamento antinfortunistico, a reggere una lunga scala per salire sul tetto della scuola. Su un palco, con il Tricolore, il nuovo polo scolastico sarà reinaugurato, con l’inno di Mameli, benedizione (gli organizzatori pensano al genovese don Gallo) e intitolato ai fratelli Enrico ed Emilio Dandolo, eroi delle cinque giornate e della repubblica romana.
Incontrando dirigente e presidente del Consiglio di Istituto, gli organizzatori hanno spiegato che al termine della manifestazione consegneranno la targa con la dedica ai Dandolo. Silvio Ferretti, segretario del Pd, ha dichiarato: «La lettera del prefetto significa che non basta una delibera per cambiare il gonfalone: occorrono pareri favorevoli di prefettura, ministero degli Interni e consulta araldica; e la ricerca del prof. Danesi non parla del Sole delle Alpi».

G.C. Chiari

Ad Adro è stato gettato un seme…


… il seme di una nuova politica. Per quanto pallido, inopportuno, inventato, il Sole delle Alpi sta facendo germogliare una nuova politica ad Adro. E’ il dato più confortante. E dato che molti protagonisti sono giovanissimi, la speranza è doppia.

Qui l’articolo dell’operazione di bonifica dei simboli di partito dai luoghi pubblici, ad opera di volontari.

Nonne e facebook


Articolo su Romana Vittoria Gandossi che sono onorato di conoscere

Adro: reportage sulla rimozione


Notate niente? Rimossi gli zerbini delle Alpi da 750 euro


Clickate sulla foto per ingrandire.
Oggi alle 12:45 rimossi gli zerbini delle Alpi da 750 euro (sono in pelo pubico di Trota). L’alone segna dove c’erano gli zerbini. Per sera l’operazione di de-leghistizzazione della Scuola “Dandolo” di Adro sarà conclusa

Non chiederti cosa può fare il Prefetto per te…


immagina cosa puoi fare tu per il prefetto.
Il furbo di tre cotte, sindaco di Adro, fa credere che il problema per la rimozione sia solo economico. Abbiamo braccia, testa e cuore per occuparci noi della cosa, nel rispetto di tutte le leggi, anche di sicurezza del lavoro. Chiediamo ovviamente di essere sorvegliati nel nostro lavoro solo da istituzioni dello stato, vanno benissimo ad esempio i carabinieri di Adro. Previa ricognizione tecnica, siamo in grado di risolvere il problema a costo zero, ci autofinanziaremo, a patto che quanto rimosso diventi di nostra proprietà e possa essere messo in vendita su ebay al fine di finanziare l’operazione e la beneficenza (con quanto eccedente) ai bambini della mensa di Adro.
Sono ingegnere, abilitato alla sicurezza sui cantieri mobili, Project Manager. So di cosa parlo e sono immediatamente disponibile alla bisogna, qualora il PD di Adro, Linfa di Adro e quanti hanno manifestato per la rimozione dei simboli siano d’accordo.
Detto con il massimo rispetto delle istituzioni, soprattutto di quelle dello Stato e del Prefetto in particolare.