Appello: PD scegli i candidati al Parlamento con le primarie!


Qui un appello perché il PD provinciale bresciano faccia le primarie per i suoi candidati a Camera e Senato quando si voterà.

Bresciani di città e provincia, firmatelo tutti!

Il merito delle primarie PD di Napoli


A Napoli pare sia successo un gran casino, ci sono stati brogli e manovre poco chiare.
E’ vero, le primarie sono state usate per fini poco nobili.
Ma, proprio per la struttura delle primarie, hanno reso i brogli evidenti e trasparenti. Altrimenti non ne avremmo saputo nulla, avremmo avuto denunce a mezza voce su giochi di palazzo.

Le primarie, in questo caso, sono da ringraziare.

Oltre le primarie c’è di più


Mutuo lo slogan da Sabrina Salerno (che parlava di gambe e donne, nella sua canzone).
Come vedete dal sondaggio di Diamanti & C.: se vuoi le primarie, sei di SEL. Curioso.

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Il tema delle primarie, Prossima Italia ed il contributo alla piattaforma.


Qui e qui, scritto e parlato, ciò che ha detto Bersani (anche) sulle primarie.

Per i disastri che sono stati fatti (ad esempio a Milano), per il comportamento di Vendola (indecoroso il suo comportamento di martedì 14 dicembre dove ha fatto la questua di tutte i microfoni presenti a Montecitorio in un rivoltante spot personale per le primarie, quando il governo non è nemmeno caduto), la posizione di Bersani è sacrosanta.
Il percorso è: Programma > Alleanza > Primarie (di coalizione), non il contrario, come è avvenuto ad esempio a Milano.

Chi è stato alla Leopolda, come me, può ben concordare che questo è un processo logico, l’unico possibile. Lo statuto inequivocabilmente indica Bersani come candidato premier nominato del PD. Le carte sono in mano a lui. Chi vuole sostituirsi a lui, esca dal partito.
Se, sulla base del famoso Programma e dopo che si è formata l’alleanza, egli (Bersani) vorrà di sua sponte rinunciare per vari motivi (ad esempio un accordo con altri partiti) al ruolo di candidato premier (ma non di leadership della coalizione), si porrà allora il problema. Inutile fasciarsi la testa adesso.

Sulle primarie per le liste per il porcellum ha più e più volte detto che si faranno e non ho nessun motivo per non credergli. Se non fosse successo questo bailamme avrei già inoltrato alla segreteria provinciale una “bozza” sul tema. Ne parlo non per protagonismo ma perché , nel migliore spirito della Leopolda e di Prossima Italia, è in questo momento di perfezionamento della piattaforma che le buone proposte possono essere avanzate, con spirito di lealtà e di condivisione per il PD, per la coalizione ma soprattutto per l’Italia.

Cosa ha detto Bersani, versione facilitata per giornalisti.


L’Italia dopo la cura berlusconiana è un disastro e tutti soffrono: studenti, lavoratori, piccoli imprenditori.
La democrazia stessa e le istituzioni sono minacciate.
Noi guardiamo Oltre e faremo proposte per superare questa crisi.
Il PD farà proposte concrete a disposizione di tutte le forze politiche interessate. Non ci interessa parlare di alleanze prima che delle cose concrete.

Se decidiamo che è finita l’epoca del “ghe pensi mi” e cioè che una persona sola ti evita la fatica delle riforme, se vediamo la profondità del problema che abbiamo davanti anche alle nuove generazioni… beh, allora bisogna essere generosi, allora non si possono avere egoismi di partito o personali, chi ci sta ci sta.
Noi da gennaio ragioniamo così e presenteremo una nostra chiara e radicale piattaforma di riforme.

Io sono molto preoccupato della situazione di questo paese, sono molto preoccupato. Cosa sta correndo nella testa di questi giovani studenti. Cosa stan pensando il milione di lavoratori che sono in cassa integrazione e non vedono lo sbocco, le piccole imprese che saltano, cosa stan pensando? Cosa stan pensando le famiglie?
Basta! C’è una barriera tra politica e società, fra istituzioni e società che bisogna assolutamente colmare. E dobbiamo occuparci di questo. Poi capisco che il gioco mediatico e giornalistico ci porta sempre su temi che vengon dopo, tipo quello di misurar le distanze tra questa e quest’altra proposta politica, ma così poi la gente non ci capisce più ed io a questa cosa non ci sto.

Siamo un partito che sa benissimo che deve saldare istanze di rinnovamento rivolgendosi ad una parte di popolazione che ha anche diversi orientamenti a volte culturali, ideali, sappiamo di dover fare una sintesi, però la sintesi la facciamo sulle cose concrete, la gente deve capire di che cosa stiamo discutendo. Non quanto sono vicino a Fini o lontano da Di Pietro o viceversa, perché questo non è più il modo secondo me di bucare verso la società verso i problemi della società.

Non rinunciamo alle primarie. Però un po’ è stato frainteso un po’ è stato deformato. Per esempio è stato frainteso quando si è cercato o si cerca di mettere il carro davanti ai buoi.
Noi parliamo di primarie di coalizione, quindi presuppongo ci sia una coalizione.
Per esserci una coalizione bisogna intendersi su cosa facciamo per l’Italia, questa è la sequenza logica.

Programma – coalizione – primarie di coalizione.

Si cerca esperto egittologo per la versione in pittogrammi ad uso e consumo di Luca Telese e del Fatto Quotidiano.

Cosa ha detto Bersani, parola per parola.


Adesso cominciamo a guardare Oltre Berlusconi e come è messa l’Italia.
Credo che vedano tutti come è messa la nostra democrazia dopo la cura berlusconiana, che vedano tutti la condizione sociale, gli studenti, i lavoratori, le piccole imprese.
E’ ora di immaginare un risveglio italiano, una riscossa italiana, una Riforma della Repubblica e delle riforme per la crescita del Lavoro. Adesso è ora di avanzare una piattaforma e noi vogliamo farla, la rivolgeremo a tutte le forze di opposizione ed ognuno deve prendersi le sue responsabilità, perché il continuo giro politicista sul tema ad esempio delle alleanze a prescindere da che Italia vogliamo è un gioco in cui non vogliamo stare.

Domanda: è rivolto a tutti, da Fini a Vendola?
A tutti quanti, perché, poi, naturalmente ognuno si prenderà le sue responsabilità, darà la sua risposta. Se decidiamo che c’è un passaggio di fase in questo paese qui, se decidiamo che è finita l’epoca del “ghe pensi mi” e cioè che una persona sola ti evita la fatica delle riforme, se vediamo la profondità del problema che abbiamo davanti anche alle nuove generazioni… beh, allora bisogna essere generosi, allora non si possono avere egoismi di partito o personali, chi ci sta ci sta.
Noi da gennaio ragioniamo così e presenteremo una nostra chiara e radicale piattaforma di riforme.

Domanda: la linea si discute in direzione, lei ha detto, però intanto apre all’alleanza con il terzo polo o comunque apre ad una possibilità di dialogo con il terzo polo.
Il senso del mio messaggio è aperto a tutte le forze di opposizione, quelle di centro sinistra e quelle di centro (notare: non ha detto di destra) perché ognuno ripeto si prende le sue responsabilità; dopodiché in direzione io voglio parlare di Italia. Io sono molto preoccupato della situazione di questo paese, sono molto preoccupato. Cosa sta correndo nella testa di questi giovani studenti. Cosa stan pensando il milione di lavoratori che sono in cassa integrazione e non vedono lo sbocco, le piccole imprese che saltano, cosa stan pensando? Cosa stan pensando le famiglie?

Basta! C’è una barriera tra politica e società, fra istituzioni e società che bisogna assolutamente colmare. E dobbiamo occuparci di questo. Poi capisco che il gioco mediatico e giornalistico ci porta sempre su temi che vengon dopo, tipo quello di misurar le distanze tra questa e quest’altra proposta politica, ma così poi la gente non ci capisce più ed io a questa cosa non ci sto.

Domanda: ma la proposta di matrimonio di Di Pietro non è un gioco mediatico, è una proposta precisa e lui dice a questo punto aspetto la direzione per sapere come gli risponderete.
Ma, guarda, se ‘spetta la direzione può evitare di aspettarla. Ho già detto, parliamo di Italia noi lì. Io non ho nessunissima come ovvio preclusione anzi verso le forze di centro sinistra, lavoriamo assieme all’opposizione, sono prontissimo a dialogare. Però voglio chiedere a tutti se ci rendiamo conto del livello del problema, perché se sì, egoismi ambizioni devono essere messe un po’ da parte no? Quindi, apertura, amicizia verso tutti, noi siamo un partito di centro sinistra, siamo un partito che sa benissimo che deve saldare istanze di rinnovamento rivolgendosi ad una parte di popolazione che ha anche diversi orientamenti a volte culturali, ideali, sappiamo di dover fare una sintesi, però la sintesi la facciamo sulle cose concrete, la gente deve capire di che cosa stiamo discutendo. Non quanto sono vicino a Fini o lontano da Di Pietro o viceversa, perché questo non è più il modo secondo me di bucare verso la società verso i problemi della società.

Altra intervistatrice: Segretario. In questa nuova fase andranno perimetrate meglio anche le primarie?
Si, perché penso che noi non rinunciamo naturalmente a questo strumento. Però un po’ è stato frainteso un po’ è stato deformato. Per esempio è stato frainteso quando si è cercato o si cerca di mettere il carro davanti ai buoi.
Noi parliamo di primarie di coalizione, quindi presuppongo ci sia una coalizione.
Per esserci una coalizione bisogna intendersi su cosa facciamo per l’Italia, questa è la sequenza logica.
Secondo: molto spesso queste primarie fatte in questo modo invece di avvicinarci alla società civile ce ne han tenuto fuori ed han ristretto anche il nostro campo di relazione quindi noi lavoreremo per i prossimi mesi per una riforma di questo istituto, questo è un tema al quale ci accosteremo da partito consapevole del fatto che poi gli italiani, sì, sono appassionati di primarie però gli italiani adesso hanno degli altri problemi no? Quindi noi spero che riusciremo a dar l’idea di un partito che si concentra su temi tipo il lavoro per esempio poi le nostre regole le aggiusteremo insomma sapendo qual è la priorità.

Non è vero che PD=primarie


Le primarie sono uno strumento importante, ma il PD è molto di più.
Rinunciarvi (ma vedrete che non accadrà) può essere un rimedio temporaneo ad un uso sbagliato che ne è stato fatto, e solo per alcuni tipi di primarie, ad esempio le primarie di coalizione.

Ad esempio, se si dovessero fare delle primarie in futuro a Milano, convocherei una conferenza stampa con tutti i partiti e tutti i media e direi: cari tutti, cara Radio Popolare, se vi comporterete correttamente durante la campagna elettorale, noi le primarie le faremo in data x. Altrimenti sospenderemo la campagna ed useremo altri strumenti democratici di scelta del candidato.

A scanso di equivoci, nel weekend formalizzerò la richiesta di primarie per il porcellum, se si vota

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Ciò che ha detto Bersani



E’ un po’ diverso da ciò che è finito sui giornali e sul web. Parliamone. Domani resoconto stenografico.

Proposta (v. 0.80) al PD provinciale bresciano per le primarie di lista (con il porcellum)


Vediamo, dopo il lancio di ieri di cominciare un po’ a sgrezzare.

L’amico e competente Ciro Ramaschiello scrive, altrove:

PRIMARIE: Candidato Sindaco secondo gli Statuti del PD.

1)Per partecipare alle Primarie di Partito il candidato deve raccogliere firme per il 10% dei componenti dell’Assemblea o del 3% degli iscritti. (art. 18 comma 5 Naz.)
2)Qualora il candidato del caso precedente si presenti in alternativa al sindaco uscente (non sarebbe il caso di Brescia), necessita del sostegno del 30% per cento dei componenti dell’Assemblea, oppure del 15% degli iscritti (art. 18 comma 6 Naz.).

Direi che, nel caso di liste per il porcellum, la clausola rinforzativa 2) non ha motivo per esserci.
So che a Brescia ci sono circa 120 circoli, con una media di 50 iscritti a circolo (non ho i dati che cercherò) sono 6000 iscritti. Il 3% sarebbero in tal caso 180 firme.
Può essere una base di partenza per la discussione.

Tutto ciò va integrato con la questione dei 3 mandati (penso prevalga in tal senso lo statuto nazionale sul lombardo, che parla di due), la questione del 10% max di deroghe, etc.

Modesta proposta.
1) Lista dei candidati al posto di candidato al parlamento composta a generi alternati: M/F/M/F, di n posti (facciamo anche 50: 25 uomini e 25 donne, quindi)
2) Richiesto il 5% di firme, ma si fa una graduatoria, se il 25.esimo uomo ha raccolto solo il 3% va bene lo stesso. Si firma per UNO solo, massimo DUE candidati al posto di candidato al parlamento.
3) Emerge con il voto una graduatoria, quella però svincolata dalla questione di genere: ad esempio 1.a F 2.a F 3.o M 4.o M 5.o M ci saranno in lista prima due donne e poi tre uomini, rispettando il numero di preferenze raccolte alle primarie. Unica eccezione possibile una quota di bandiera per il genere “soccombente”, certo di molto minore al 50%.

Caro mio PD provinciale Bresciano: concordiamo le procedure per le primarie.


Scrivo a chiama in corso, dopo il bel discorso in aula di Bersani. L’esito, concordo con il segretario, è ininfluente.
Questo post non vuole spostare di un “grammo” la distribuzione dei pesi politici interni al PD, è meramente “tecnico”.
In ottica elezioni (possibili) a primavera, invito il PD bresciano a mobilitarsi per definire:

* il rispetto dello statuto, in termini di mandati parlamentari, etc – anche consultandosi con la segreteria nazionale per una interpretazione autentica sul meccanismo delle deroghe ai 3 mandati (che non devono eccedere il 10%, cioè alla camera circa 20 persone massimo, per es.); io sono ben disposto verso molti, non faccio parte dell’organismo che dovrà decidere le deroghe ma posso volentieri raccogliere le firme a favore di chi mi piacerebbe rivedere, etc; vanno definite queste procedure.

* le necessarie (e più volte preannunciate a tutti i livelli, da Bersani in giù) primarie per l’accesso ai posti bloccati del porcellum, cioè le liste elettorali bloccate.

Ho molte idee in merito che voglio scambiare con i più esperti, specie la commissione per il rispetto dello statuto.
Aspetto che si formi un gruppetto qui, poi magari troviamo modi e tempi per riunirci e portare le riflessioni all’attenzione del segretario provinciale.

Accodatevi rispondendo e lasciando i vs. contatti, la mia email è questa.

Tiriamo fuori le palle…


… la nuova strategia comunicativa (semiufficiosa) del PD.

Svelato il motivo della sconfitta di Boeri.



Un cavillo nello statuto ha imposto una segnaletica gaelica per i seggi delle primarie. Questo ha fuorviato molti elettori PD.
Sfortuna ha voluto che in slang leonkavallino la parola sia l’abbreviazione del motto “birra e spino libero per tutti”.

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Il dramma della SEL e dell’Italia.


Come forse si è capito sono del PD. Sono “nativo”, non sono mai stato né democristiano (né genericamente “cattolico in politica” anche se professo blandamente la fede) né comunista. Non mi definisco né di sinistra, né di destra, né di centro. Ho accolto Vendola come alleato e candidato alle primarie di coalizione con favore, sia per le sue indubbie capacità, sia per le vittorie in Puglia, sia perché si proponeva e si è proposto finora come “pacificatore”. Non ho nessun interesse in SEL (nel senso che non potrei mai farne parte) ma, vista la contingenza, ho cominciato ad avvicinarmi a loro per conoscenza e per approfondimento. Ed ho scoperto molte cose non edificanti.
Innanzitutto non è un partito monolitico: hanno più correnti ed istanze del PD, almeno 5 o 6 ad uno sguardo disattento, ed ognuna guarda in cagnesco chi sta alla sua destra, invidiando un po’ chi ha il coraggio di stare più a sinistra, con l’ultima che ha un piede in SEL ed una nei centri sociali, ricevendo da questi comunque lo stesso sguardo sprezzante e malgiudicante di chi ti cataloga come mezzo fascista.
Le persone ragionevoli, ovviamente, confinano al PD e sono pontieri, in genere sono galantuomini: proprio per questo sono le più disprezzate al loro interno, tanto che pure chi la pensa come loro ed ha velleità di leader deve distaccarsene in modo artificioso.
Paradigma di questa assurdità è il recente caso della diatriba di Illuminismo, partita da questo post. Una persona assolutamente a me affine, che la pensa come me su tantissimi temi, anche su alcuni temi non facili come il burqa, per dire, prende un mio post di assoluta pacificazione con SEL (“volgo le spalle a SEL, mio alleato, fidandomi completamente di loro”, questo il senso) e mi attacca insieme al PD in modo inverecondo ed al limite della querela, qui e altrove, arrivando a dire scopertamente che o vince Vendola alle primarie con noi oppure SEL non sarà fedele e Vendola rovescerà il tavolo.
Abbiamo da riflettere.

C’è una luce in fondo al tunnel / reprise


Scartato


L'angolo del buonumore

Primarie PD: proposta per una rivoluzione copernicana.


Dopo quanto è successo a Milano reputo che lo strumento pur importante delle primarie abbia bisogno di una riforma. Anzi, possiamo dire, di una vera e propria codifica che non c’è mai finora stata.
Bisogna innanzitutto distinguere tra primarie PD e primarie di coalizione. Fornisco una serie di punti e poi faccio una proposta:

1) a 10 mesi dalla scadenza elettorale (ad es. Sindaco) decidere SE fare o no le primarie PD (o, ad es., riconfermare il sindaco uscente);
2) a 9 mesi dalla scadenza elettorale decidere se fare o no le primarie di coalizione, consultando gli altri; ovviamente ci sono problemi per gli alleati dell’ultimo minuto, da risolvere con buonsenso
3) Organizzare le eventuali primarie di coalizione, fissare la data: ad esse il PD deve arrivare con un nome UNICO.
4) Organizzare le consultazioni – o primarie – PD in presenza di molteplicità di candidature, con congruo anticipo rispetto alle primarie di coalizione.

Ora invece parlo solo di primarie PD per determinare il candidato UNICO alle primarie di coalizione

a) Chi si presenta paga una cauzione congrua (organizzare le primarie costa tempo, soldi e fatica: non deve essere una sfida velleitaria) oltre ad un numero minimo di firme. Per il mio paesello potrei pensare a, che so, 1000 euro: se non si ottiene almeno il 20% dei voti la cauzione va persa. A Milano potrebbero essere magari 10mila o 20mila euro

b) Aventi diritto al voto: solo gli iscritti al PD ad una certa data
c) Consultazione: io responsabilizzerei i circoli: telefonata a tutti gli iscritti, richiesta di interesse o meno (con pagamento, tipo 5 euro) a votare; scheda vidimata dal provinciale, firmata dal segretario o responsabile di circolo, NOMINALE (con il nome del votante), chiusa con sigillo, consegnata al garante del circolo gemellato (quello del paese vicino – con effetto domino).

d) Spoglio da parte del garante del circolo vicino o magari in federazione provinciale.
e) Conservazione delle schede NOMINALI in cassaforte per possibili contestazioni. Bruciate il giorno dopo l’inizio della campagna elettorale a sindaco.

Obiezione: possibili brogli.
1) Fotografia in sede circolo di consegna scheda
2) Ricevuta con carta copiativa del voto espresso
3) Chi viene preso con le mani nella marmellata viene radiato dal partito

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PD e primarie


Puntare sul mare o sull'Himalaya?

Ho aperto insieme ad altri una società (cooperativa), è l’agenzia di viaggi PD.
Abbiamo deciso di chiedere alla clientela a noi vicina dove si vuole recare in vacanza in questo inverno, a parità di prezzo della vacanza. Abbiamo fatto un sondaggio invitando tutta la clientela a votare, se n’è presentato un buon numero ma non tutto il nostro bacino, ed il risultato è stato questo:
1. Su un ghiacciaio, in Nepal: 35%
2. Al mare, ai Caraibi: 33%
3. Al mare, in Egitto, 32%
Ci rendiamo conto, ora, che abbiamo organizzato male il sondaggio (questo non è il caso di Milano, nda)

Fuori di metafora, dopo la vittoria di Pisapia alle primarie di Milano, questo post non vuole assolutamente mettere in discussione il risultato, tra l’altro atteso secondo i sondaggi. Vuole aprire una riflessione su come potenziare uno strumento di decisione come le primarie, soprattutto se di coalizione.
I miei 2 penny:

1) Non consentire il tiro al piccione contro un candidato, segnatamente in questo caso il candidato del PD. E’ inconsulto che un grande partito come il PD accetti il confronto con i suoi alleati e poi venga criticato in modo inverecondo sui giornali o da siti al limite della querela. Serve un accordo tra gentiluomini: in caso il tiro al piccione avvenga, gli altri candidati devono pubblicamente e con forza e ripetutamente condannare questo comportamento.
Ad esempio il sito Boeri nein Danke (che ora con pudore ipocrita ha cambiato la testata), spin off livoroso di Penati nein Danke, ad opera di un trombato del PD che avrà anche le sue ragioni ma è indecoroso getti fango in questo modo
2) In caso di non raggiungimento del 50%, poiché per ragioni di costo e organizzative sono improponibili primarie a doppio turno, si addizionino ai voti di preferenza coloro che hanno messo i singoli candidati al secondo posto in una scala di preferenze, e poi al terzo etc

C’è molto da parlare a questo proposito, abbiamo tempo. Ovviamente ora dobbiamo sostenere con lealtà Pisapia come prossimo sindaco di Milano

Civati: fare le primarie è rispettare lo statuto del PD!


Adderittura rispettare lo Statuto? Non sarà eversivo? 😉

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