Cosa ha detto Bersani, parola per parola.


Adesso cominciamo a guardare Oltre Berlusconi e come è messa l’Italia.
Credo che vedano tutti come è messa la nostra democrazia dopo la cura berlusconiana, che vedano tutti la condizione sociale, gli studenti, i lavoratori, le piccole imprese.
E’ ora di immaginare un risveglio italiano, una riscossa italiana, una Riforma della Repubblica e delle riforme per la crescita del Lavoro. Adesso è ora di avanzare una piattaforma e noi vogliamo farla, la rivolgeremo a tutte le forze di opposizione ed ognuno deve prendersi le sue responsabilità, perché il continuo giro politicista sul tema ad esempio delle alleanze a prescindere da che Italia vogliamo è un gioco in cui non vogliamo stare.

Domanda: è rivolto a tutti, da Fini a Vendola?
A tutti quanti, perché, poi, naturalmente ognuno si prenderà le sue responsabilità, darà la sua risposta. Se decidiamo che c’è un passaggio di fase in questo paese qui, se decidiamo che è finita l’epoca del “ghe pensi mi” e cioè che una persona sola ti evita la fatica delle riforme, se vediamo la profondità del problema che abbiamo davanti anche alle nuove generazioni… beh, allora bisogna essere generosi, allora non si possono avere egoismi di partito o personali, chi ci sta ci sta.
Noi da gennaio ragioniamo così e presenteremo una nostra chiara e radicale piattaforma di riforme.

Domanda: la linea si discute in direzione, lei ha detto, però intanto apre all’alleanza con il terzo polo o comunque apre ad una possibilità di dialogo con il terzo polo.
Il senso del mio messaggio è aperto a tutte le forze di opposizione, quelle di centro sinistra e quelle di centro (notare: non ha detto di destra) perché ognuno ripeto si prende le sue responsabilità; dopodiché in direzione io voglio parlare di Italia. Io sono molto preoccupato della situazione di questo paese, sono molto preoccupato. Cosa sta correndo nella testa di questi giovani studenti. Cosa stan pensando il milione di lavoratori che sono in cassa integrazione e non vedono lo sbocco, le piccole imprese che saltano, cosa stan pensando? Cosa stan pensando le famiglie?

Basta! C’è una barriera tra politica e società, fra istituzioni e società che bisogna assolutamente colmare. E dobbiamo occuparci di questo. Poi capisco che il gioco mediatico e giornalistico ci porta sempre su temi che vengon dopo, tipo quello di misurar le distanze tra questa e quest’altra proposta politica, ma così poi la gente non ci capisce più ed io a questa cosa non ci sto.

Domanda: ma la proposta di matrimonio di Di Pietro non è un gioco mediatico, è una proposta precisa e lui dice a questo punto aspetto la direzione per sapere come gli risponderete.
Ma, guarda, se ‘spetta la direzione può evitare di aspettarla. Ho già detto, parliamo di Italia noi lì. Io non ho nessunissima come ovvio preclusione anzi verso le forze di centro sinistra, lavoriamo assieme all’opposizione, sono prontissimo a dialogare. Però voglio chiedere a tutti se ci rendiamo conto del livello del problema, perché se sì, egoismi ambizioni devono essere messe un po’ da parte no? Quindi, apertura, amicizia verso tutti, noi siamo un partito di centro sinistra, siamo un partito che sa benissimo che deve saldare istanze di rinnovamento rivolgendosi ad una parte di popolazione che ha anche diversi orientamenti a volte culturali, ideali, sappiamo di dover fare una sintesi, però la sintesi la facciamo sulle cose concrete, la gente deve capire di che cosa stiamo discutendo. Non quanto sono vicino a Fini o lontano da Di Pietro o viceversa, perché questo non è più il modo secondo me di bucare verso la società verso i problemi della società.

Altra intervistatrice: Segretario. In questa nuova fase andranno perimetrate meglio anche le primarie?
Si, perché penso che noi non rinunciamo naturalmente a questo strumento. Però un po’ è stato frainteso un po’ è stato deformato. Per esempio è stato frainteso quando si è cercato o si cerca di mettere il carro davanti ai buoi.
Noi parliamo di primarie di coalizione, quindi presuppongo ci sia una coalizione.
Per esserci una coalizione bisogna intendersi su cosa facciamo per l’Italia, questa è la sequenza logica.
Secondo: molto spesso queste primarie fatte in questo modo invece di avvicinarci alla società civile ce ne han tenuto fuori ed han ristretto anche il nostro campo di relazione quindi noi lavoreremo per i prossimi mesi per una riforma di questo istituto, questo è un tema al quale ci accosteremo da partito consapevole del fatto che poi gli italiani, sì, sono appassionati di primarie però gli italiani adesso hanno degli altri problemi no? Quindi noi spero che riusciremo a dar l’idea di un partito che si concentra su temi tipo il lavoro per esempio poi le nostre regole le aggiusteremo insomma sapendo qual è la priorità.

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La pecora nera – di Italo Calvino


Riporto qui una favoletta morale del mio scrittore italiano preferito, apparsa credo per la prima volta in forma di articolo in prima pagina sul quotidiano La Repubblica.
“C’era un paese dove erano tutti ladri. La notte ogni abitante usciva, coi grimaldelli e la lanterna cieca, e andava a scassinare la casa di un vicino. Rincasava all’alba, carico, e trovata la casa svaligiata.

E così tutti vivevano in concordia e senza danno, poiché l’uno rubava all’altro, e questo a un altro ancora e così via, finché non si rubava a un ultimo che rubava al primo. Il commercio in quel paese si praticava solo sotto forma d’imbroglio e da parte di chi vendeva e da parte di chi comprava. Il governo era un’associazione a delinquere ai danni dei sudditi, e i sudditi dal canto loro badavano solo a frodare il governo. Così la vita proseguiva senza inciampi, e non c’erano né ricchi né poveri. Ora, non si sa come, accadde che nel paese di venisse a trovare un uomo onesto. La notte, invece di uscirsene col sacco e la lanterna, stava in casa a fumare e a leggere romanzi. Venivano i ladri, vedevano la luce accesa e non salivano.

Questo fatto durò per un poco: poi bisognò fargli comprendere che se lui voleva vivere senza far niente, non era una buona ragione per non lasciar fare agli altri. Ogni notte che lui passava in casa, era una famiglia che non mangiava l’indomani. Di fronte a queste ragioni l’uomo onesto non poteva opporsi. Prese anche lui a uscire la sera per tornare all’alba, ma a rubare non ci andava. Onesto era, non c’era nulla da fare. Andava fino al ponte e stava a veder passare l’acqua sotto. Tornava a casa, e la trovava svaligiata.

In meno di una settimana l’uomo onesto si trovò senza un soldo, senza di che mangiare, con la casa vuota. Ma fin qui poco male, perché era colpa sua; il guaio era che da questo suo modo di fare ne nasceva tutto un cambiamento. Perché lui si faceva rubare tutto e intanto non rubava a nessuno; così c’era sempre qualcuno che rincasando all’alba trovava la casa intatta: la casa che avrebbe dovuto svaligiare lui. Fatto sta che dopo un poco quelli che non venivano derubati si trovarono ad essere più ricchi degli altri e a non voler più rubare. E, d’altronde, quelli che venivano per rubare in casa dell’uomo onesto la trovarono sempre vuota; così diventavano poveri. Intanto, quelli diventati ricchi presero l’abitudine anche loro di andare la notte sul punte, a veder l’acqua che passava sotto. Questo aumentò lo scompiglio, perché ci furono molti altri che diventarono ricchi e molti altri che diventarono poveri.

Ora, i ricchi videro che ad andare la notte sul punte, dopo un po’ sarebbero diventati poveri. E pensarono: – Paghiamo dei poveri che vadano a rubare per conto nostro -. Si fecero i contratti, furono stabiliti i salari, le percentuali: naturalmente sempre ladri erano, e cercavano di ingannarsi gli uni con gli altri. Ma, come succede, i ricchi diventavano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. C’erano dei ricchi così ricchi da non avere più bisogno di rubare per continuare a esser ricchi. Però se smettevano di rubare diventavano poveri perché i poveri li derubavano. Allora pagarono i più poveri dei poveri per difendere la roba loro dagli altri poveri, e così istituirono la polizia, e costruirono le carceri.

In tal modo, già pochi anni dopo l’avvenimento dell’uomo onesto, non si parlava più di rubare o di esser derubati ma solo di ricchi e poveri; eppure erano sempre tutti ladri. Di onesti c’è stato solo quel tale, ed era morto subito, di fame”.

(Italo Calvino)

Ti amo, nonostante tutto


Dal satellite.
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Inception Berlusconi


Lifting


Da Metilparaben (il blog), dalla Leopolda, il pensiero di una delle donne che piacciono a noi, quelle con un bel c…ervello. Credetemi, sono molto più interessanti.

Ha ragione, per una volta. Ma possiamo migliorare