Inizia la migrazione su blogspot.


Lacrimuccia e grazie a chi ci ha seguito qui.
Ora seguiteci sul nuovo Coccaglio Olio e Peperoncino

22mila


Oggi raggiunte le 22mila visite. Non tantissime, non pochissime.
Grazie della pazienza.

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Ragionamenti elettorali /2


La mia analisi trova sostanzialmente riscontro. Un PD che parla a tutti e lascia aperte tutte le porte diventa più appetibile, perlomeno in questa fase. Guadagna sia sul lato di Vendola sia sul lato di Casini.
L’elettore di frontiera del terzo polo, in buona sostanza, non trova più l’ancoramento radicale sulla sinistra e si chiede “perché no?” e si dice disposto a votare il PD.
Il calo di Vendola probabilmente è da addurre a come si è incartato sulla questione Bindi. Fare i fuochi artificiali potrebbe non essere apprezzato a lungo anche tra i suoi. Vero è che M5S e FDS hanno guadagnato un pochetto.

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Ragionamenti elettorali


Ho preso gli ultimi due sondaggi di Ballarò e due meno recenti, tutti dopo la ripresa dei lavori parlamentari in settembre.

Clickate per ingrandire. Si evincono due cose: che SEL mangia voti a Di Pietro e Federazione della Sinistra e M5S, che SEL erode un pochino (ino ino) dell’elettorato a sinistra del PD ma che il PD se la cavicchia bene e di espande sul versante opposto.
Bene entrambe le cose. In prospettiva sarà interessante:
a) vedere quanto può crescere l’area a sinistra del PD
b) vedere quanto può espandersi ancora il PD verso il centro

E’ mia opinione che entrambe le due crescite siano in un certo senso favorite dalla politica del PD che propone la Grande Coalizione o CLN che dir si voglia. Se il PD non guardasse al centro, si contrarrebbe la sua espansione verso il centro ed alcuni degli elettori ceduti a SEL tornerebbero all’ovile.

Adro/Soli: modesta proposta: “Good Practice” e libro/sito


Destinata ad essere dibattuta qui e su Facebook.

Sapete quanto reputi importante quanto è accaduto e si è ormai concluso (con la vittoria su tutti i fronti). E’ un caso di scuola nella politica lombarda ed italiana e qui si sono gettati molti semi di quello che è auspicabilmente il futuro dell’italia. Si è dimostrato che la destra “cialtrona” e la Lega populista non hanno un futuro, a patto di vedere l’obiettivo e di saperlo perseguire passo passo.

Lancio l’idea di una scia virtuosa, della formalizzazione di una “Buona Pratica”, un libro (in pdf), un sito, delle interviste a tutti gli attori della vicenda.
E, per discutere di questo, di una riunione la settimana prossima a Torbiato sul tema.

Lo scopo è politico e non di lucro, ovviamente, ma se per ipotesi qualche soldino si dovesse tirare su potremmo devolverli al fondo per i bambini di Adro della Mensa.
Vi aspetto numerosi a questo dibattito.

Arcore viola /4: piccoli difetti, grandi virtù e modesti consigli


Questo post sarà editato più tardi. Comincio dai piccoli difetti, non siate così cattivi perché poi seguiranno le grandi virtù-

Il popolo viola. Mi interessa come simpatizzante. Mi interessa come proiezione verso il futuro. Mi interessa in relazione al PD, ma su quest’ultimo punto farò un post a parte.
Parto dai punti di debolezza. Il popolo viola nasce separato dai partiti. Di più: le voci (vere o false che siano) che il NO B-Day sia stato illo tempore finanziato con 50mila euro IDV sono una pregiudiziale, tutti hanno la coda di paglia su questo argomento. Non si accorgono (quasi tutti) di essere in questo modo “agiti” dalla propaganda berlusconiana.
La melassa mediaset tende scientificamente a formare due spezzoni di “pubblico”: gli acritici elettori di Berlusconi e gli ipercritici “altri”: non potendo sperare di acquisire questi elettori al Cav., cercano in tutti i modi di frammentare il quadro politico “altro”.
Fondamentale a ciò instillare il dubbio che “così fan tutti”, “siamo tutti uguali”, “i politici rubano tutti”.
I più fessi a cadere in questo schema sono, al momento, la sinistra massimalista (quella ancora non riunita da Vendola, intendo) ed i grillini.
Fortunatamente il popolo viola ha dei buoni anticorpi, ma la sua frontiera verso il qualunquismo può indebolirsi ed ingessa i momentanei “portavoce” degli eventi a non toccare certe corde. Vi rimando al post successivo (rapporti PD-viola) dove completerò l’analisi.
Altro difetto (l’ultimo, prometto) è la tendenza a tagliare le teste di coloro che emergono. Giocano in questo due fattori: le ferite che bruciano perché il popolo viola (o rete viola) avrebbe subito uno scippo di visibilità da parte di Mascia, e la naturale tendenza umana a volere la caduta di chi sale, di chi cioè assume ruoli di visibilità o si assume responsabilità.

Arcore viola /3 – le dolenti note: gli scontri.


Si è detto molto degli scontri sui media.
I ragazzi viola che conosco che hanno organizzato non si meritavano questo e sono stati chiamati sbirri dai loro stessi compagni per avere cercato di evitarli.
Chiamate sbirro pure me, che non mi offendo.
In questo momento storico nel nostro paese c’è in atto una rivolta morale ed una nuova consapevolezza politica. Sono le persone comuni, i moderati, che devono scendere in piazza. Questi scontri, se pur limitati, vanno della direzione di scoraggiare questa mobilitazione civica.
Chi non lo capisce è un analfabeta della politica, oltre che un deficente.

I due arrestati (un attivista del M5S di Desio ed un frequentatore dei centri sociali) probabilmente non hanno fatto niente di grave. Però si trovavano in mezzo e sono stati per delle mezzore intere in mezzo alle palle, in prima linea davanti alle forze dell’ordine. Se la sono cercato: voglio dire: io non auguro a nessuno di essere portato via su una volante ma poi lamentarsi perché avviene è da bambini dell’asilo.

Oltretutto gli arresti sono avvenuti dopo le 19, ed in altra zona rispetto al luogo degli scontri. I due genii stavano (a manifestazione abbondantemente chiusa) bloccando il traffico davanti alla stazione.

Io ho visto, prima degli scontri, gli agenti. Sono persone normali che fanno un servizio indispensabile e che starebbero volentieri al lago, di domenica, con la famiglia a prendersi un gelato. A loro va il mio grazie e sono risibili le tesi di persone che abbandonano il buon senso quando parlano di provocatori che mirano solo a menare. Mi piacerebbe vedere loro a stare ore ed ore in piedi a prendersi pure gli insulti.
Mi auguro che non si siano complicazioni per il poliziotto che ha preso 5 punti di sutura in testa a causa di una bottigliata. Sicuramente non avrà un bel ricordo di questa giornata.

Arcore viola /2 – le dolenti note: M5S


Vi ho già detto della situazione della piazza, con il gazebo del PD pre-esistente etc.
Ad un certo punto arrivano gli attivisti torinesi del M5S, con alla guida il loro candidato sindaco, Bertola. Perché, ben lo sapete, loro agli altri non si mischiano e quindi scelgono un candidato sindaco il più pittoresco possibile per andare sui giornali (a Milano per esempio uno sbarbatello di 20 anni) e sputano contro tutto e contro tutti. Questi eredi qualunque dell’Uomo Qualunque arrivano in una manifestazione contro Berlusconi, in una piazza gremita di persone con bandiere e manifesti di altri partiti diversi dal loro, e srotolano uno striscione contro tutti i partiti e le facce dei rappresentanti degli stessi tra cui Fini Casini Bossi Berlusconi Bersani Di Pietro e Vendola.
Che, se andassero dal loro amico Landini con striscioni contro la FIOM, tornerebbero a casa a pedate nel sedere: ma chiaramente non lo fanno e non lo farebbero, approfittando come parassiti del buon senso altrui.
Mal gliene incoglie perché si imbattono nel motivato gruppetto dell’IDV che se la prende subito con loro per l’accostamento. Non paghi di ciò, dopo aver litigato a lungo, pretenderebbero di fissare il loro striscione in una posizione assurda (a mezza altezza nell’unico varco di accesso al Parco Municipale) tra l’altro confinante con il gazebo del PD.
I militanti del PD protestano (fin troppo educatamente): i più sanguigni dell’IDV lo strappano. I grillini cominciano a menar le mani, ed il loro filmato furbescamente si interrompe, così da non documentare la cosa. Si metteranno con il loro striscione ad un metro da lì, derisi e compatiti da tutti. Salvo poi scrivere note demenziali su Facebook o pubblicare filmati lamentosi su Youtube. Citano ancora il rimborso per le campagne elettorali facendo i puri ma mal gliene incoglie perché l’indomani sul Corriere il loro ras Beppe Grillo scopre che la politica costa e dice finalmente parole di chiarezza (anche se ancora inesatte ed ambigue) riguardo gli stipendi dei loro assessori regionali usati per pagare i costi della politica.

Manifestazione ad Arcore del Popolo Viola /1


Domenica 6 febbraio ero ad Arcore alla manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi organizzata dal Popolo Viola. Sono arrivato (in macchina) transitando davanti a Villa San Martino intorno a mezzogiorno e mezzo: c’erano già 2 auto ed una camionetta dei carabinieri a proteggere la dimora del Presidente del Consiglio.
Ho parcheggiato vicino alla piazzetta del Comune dove già stazionava un banchetto del PD, indipendente dalla manifestazione, che raccoglieva le firme per le dimissioni di Berlusconi, prenotato da tempo: i Pdini brianzoli non hanno avuto nulla da obiettare a condividere lo spazio con i militanti viola che inizialmente avrebbero dovuto stare in una zona meno centrale. Come è ovvio che sia, sia per ragioni di civiltà, che di opportunità politica contingente: dopo tutto del CLN parliamo, insieme al popolo viola, sin da settembre in occasione delle manifestazioni ad Adro contro la scuola dei Soli.
Quando sono arrivato ci saranno state qualche decine di militanti viola in piazza e gli altri un po’ a zonzo a godersi la bella giornata di Sole prima delle 14.

L’afflusso di gente è cominciato e secondo me, nel momento di picco, ci saranno state 2500-3000 persone. Chiederò però agli amici viola di Milano quali siano le loro stime (le mie sono spannometriche, ve lo dico subito).

In piazza bella gente, con qualche eccezione, di cui parlerò magari a parte. Idee anche diverse ma un sentire comune che coinvolgeva il 99% ed oltre delle persone presenti, consapevoli di essere tra i pioneri di quel risveglio di coscienza e di decenza necessario per il bene di questo paese. Tutte le età rappresentate, suppergiù la parità, mi è parso, tra uomini e donne: tutti fattori molto positivi.

Sin dall’inizio avevo l’asta con la bandiera del PD: non mi è piaciuto che mi sia stato chiesto di metterla via, da un singolo attivista viola un po’ attempato. Poiché ho le mie buone ragioni, basate ad esempio sull’articolo 49 della Costituzione, ho avuto buon gioco a difenderle, e non sono stato più scocciato. Però l’amaro in bocca rimane. Ero l’unica bandiera del PD in piazza, a parte quelle fisse sul gazebo: c’era anche una bandiera dell’UDC e 4 o 5 dell’IDV, con un gruppetto coreografico e molto motivato (e, devo dire, civile e rispettoso: si sono messi in posizione defilata, come di rispetto). Non ho visto bandiere di SEL, solo qualche centro sociale, roba del Che Guevara ed altro. Sicuramente vendoliani ce n’erano, ad esempio i due di Coccaglio che ho incontrato ed una persona di Adro a me cara.
Ci tengo a sottolineare questo perché il popolo viola, pur essendo un movimento di semplici cittadini che rifugge dalle appartenenze politiche, è da me giudicato un laboratorio di buona politica ed un vivaio di talenti che spero contribuiranno alla risalita di questo paese.
Dal mio punto di vista la cosa più bella che sarebbe potuta accadere sarebbe stato di vedere in quella piazza qualche bandiera del PDL, se ne esistono. Perchè immagino ci siano brave persone (ed in buona fede) anche a destra.

Non sono fisionomista, quindi non ho riconosciuto gli amici che pure ho cercato (e che saranno stati molto indaffarati): sono però di buona stazza, e sono stato spesso riconosciuto io, e sono stato ben felice di scambiare strette di mano, abbracci e qualche opinione.

Ci sono stati molti interventi e molti “eventi”: fattesi le 15,30 – 15,45 ho preferito andarmene per tornare dalla mia famiglia e dai miei bimbi: saranno state le 16:00 quando sono transitato vicino a Villa San Martino dove stavano accentrandosi mezzi di rinforzo: stava “covando” la piccola contestazione che poi ha fatto molta notizia. Qui finisce la mia cronaca, altrove le mie critiche agli scontri (comunque di lieve entità, anche se da condannare) che sono seguiti e qualche idea per PD, Popolo Viola in ottica futura.

Cosa c’entra Civati? sul Bsoggi odierno


Mia lettera pubblicata oggi

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Viva la Carfagna che ci vieta la campagna.


Kundera, nei suoi saggi, ci ammonisce riguardo ad una cosa. Egli individua l’età moderna occidentale, quella del progresso, delle migliorate condizioni di vita, della scienza, della conoscenza, tutte queste cose qui insomma, come connaturata, legata a doppio filo, al Romanzo ed allo Humour. Invenzione, ci ammonisce appunto, temporanea, destinata a morire. Quando non rideremo più della beffa di Panurge al mercante di montoni, ci dice Kundera, Romanzo ed Humour, e con essi la civiltà occidentale, sarà morta.
Da molti segnali sospetto che ci siamo vicini.

Accade infatti che a Firenze venga presentato il calendario di Oliviero Toscani, nell’ambito di Pitti Uomo (sponsor è un’azienda di pellami, nota lavorazione toscana).
Genialmente Toscani sublima lo zoccolismo imperante, entrato nel luogo comune ormai (Ruby, D’Addario, Carfagna, ma anche Cetto la Qualunque ed il suo Pilu) in 12 foto di 12 timidi, belli, naturali, curati, nemmeno depilati “à la mode du porno” come usa adesso, pubi femminili.

L'origine del mondo di Courbet, esposta alla Gare d'Orsay

Naturalmente non è capito nemmeno dal suo committente, che presenta il calendario in un bazar con Crepet, Marina ex Ripa di Meana, Sgarbi (certamente lo Humour in chi ha organizzato questa pagliacciata di presentazione non c’è). Ma ecco che parte subito, già in platea, la contestazione veterofemminista (il femminismo “hard” è precursore della perdita di sense of humour già da 40 anni) immagino al grido di “la vagina è mia e la fotografo io”.

E già qui le mie preoccupazioni per il futuro della nostra società a cui sono affezionato (avendo anche figli piccoli) salta di grado. A preoccuparmi definitivamente (ma era inevitabile) l’intervendo del Ministro per le Pari Opportunità, quella Mara Carfagna che ha ottenuto il posto non certo per applicazioni scritte, che censura Toscani e vieta ogni successiva pubblicità al calendario, dandole (umoristicamente) il massimo della pubblicità possibile: la censura!Salva tutto (almeno per un altro po’) l’umorismo fulminante del fotografo, che dice che i calendari da camionista della Carfagna sì, quelli, che erano volgari, e che gliene avesse fatto uno lui l’avrebbe fatto migliore, tanto che ora non sarebbe Ministro, sarebbe Presidente del Consiglio. Chapeu, Oliviero!

2010 il bilancio di un anno (il mio) in politica


Ho visto cose… questo è il bilancio di un anno vissuto se non pericolosamente almeno intensamente. Mi sono impegnato da gennaio nel direttivo PD di Coccaglio, da maggio anche al provinciale in un gruppo tematico, da settembre anche nell’esecutivo di zona.
Dalla mia prospettiva il partito funziona, non è refrattario ad accogliere chi si vuole impegnare, è scalabile se non ancora contendibile e mostra un attivismo che, a detta di chi c’era da prima, è promettente e non consueto. E gli eletti, anche ai massimi livelli, dimostrano vicinanza alla base e voglia di fare (perlomeno quelli che ho conosciuto io). Certo – direte voi – se il PD accetta il tuo (cioè mio) contributo, non è messo bene, ma siete delle malelingue… e comunque fareste bene ad impegnarvi di persona, le porte sono aperte.

Il momento politico nazionale è quello che è: siamo certamente al crepuscolo berlusconiano (per le pietose condizioni dell’uomo prima che del politico), tutto sta a vedere quanto durerà. In ogni caso, bisogna attrezzarsi e, vista dalla nostra prospettiva, sono tempi duri, tempi di scelte, tempi di opportunità.

Faccio parte dei “nativi” del PD, mai iscritto al altro partito. Ovviamente non nasco sotto ad un cavolo nel 2009 e ho assistito alla lunga operazione di maieutica che ha portato, con varie tappe ed interpolazioni, alla fusione dei due retaggi principali che confluiscono nel nostro partito, la sinistra non massimalista e la migliore DC. (nota aggiunta: principali, non uniche)
Era, va detto, doveroso farlo: è stato un processo lungo (troppo!), difficile, e sono stati fatti errori: evviva! È un’umana cosa, non un partito di plastica, non un partito dei fanghi termali, non – per fortuna – un partito persona, un partito azienda, un partito nome e cognome. Diciamolo pure: è l’unico vero partito rimasto sulla scena politica italiana (sin dal coraggio di definirsi tale), nel pieno rispetto ed attuazione dell’art. 49 della Costituzione. Dunque, e lo dico sempre, massimo rispetto e grazie per chi ci ha (mi ha) preceduto.

Vedo ora di incidere però la piaga principale che ci affligge, a mio modesto avviso: la pettorina. Non il diminutivo della pettoruta (si conoscono i gusti del cavaliere, a noi giusto quelle lascia), bensì il vizio di ragionare in termini di “ex”. Quello è un ex-DC. Quello un ex-Margherita. Questo è in quota ex-DS. Forse a me viene facile, perché non sono ex-niente, però bisogna uscire dalla logica della pettorina. Forse è un problema destinato a risolversi con il tempo, a patto che i nativi non si facciano a loro volta coinvolgere; siamo un unico grande e multiverso partito. Ed il tempo, sia detto, è già scaduto. Basta!

In fisica, quando si forma un agglomerato (pensiamo ad un pianeta) esso si dispone intorno al suo baricentro, e tende a convergere verso esso. Chiamiamo (x) il baricentro, C il centro e S la sinistra, mettendo il PD tra parentesi quadre, la situazione dovrebbe evolvere da:

[S —— (x) —— C]

a:

[S—(x)—C]

Quali sono le forze centrifughe che portano il PD invece a sfilacciarsi invece che a compattarsi? Può darsi che siano i personalismi, la voglia di distinguersi internamente, di coltivare praterie elettorali da parte dei singoli; o forse il momento mediatico infelice, attaccati come ovvio da destra (Il Giornale, Libero) ma anche da sinistra (Il Fatto quotidiano) – curioso che le testate poco abbiano a che fare con i contenuti: giusto la testata dice che quello è un giornale, che l’altro è libero, e che ci dovrebbero essere fatti, e non stiracchiatissime forzature di opinioni, in questo foglio.
Ditemelo voi. Il risultato è però, non mi piacciono le iperboli, deleterio.
Come è possibile, da un lato, farsi dettare la linea sulle unioni civili e sui diritti in generale dalle gerarchie vaticane, o perlomeno che appaia così? Pensiamo forse di attrarre un solo voto in questo modo? Vanno già tutti a Casini o direttamente a Berlusconi i voti per la famosa telefonatina dal Vaticano, che a noi non arriveranno mai. E’ un altro il modo di declinare, per chi ha il dono della fede, la coerenza cristiana, a partire dai bisogni degli ultimi. Un uomo e una donna che convivono fuori dal matrimonio e che magari hanno un figlio: solo io ci vedo una straordinaria somiglianza con la Sacra Famiglia? Addirittura magari non si sono sposati per soldi, proprio come questi dovettero alloggiare a Betlemme, ed accogliervi al mondo il figlioletto Gesù.
Specularmente, come si può pensare di accettare un’OPA ostile a suon di primarie pagate da noi da parte di un esterno, Vendola, che fu il vice di coloro che han fatto cadere due volte il migliore Presidente del Consiglio degli ultimi anni, cioè Romano Prodi?

Ma qui il 2010 si chiude, ai propositi del 2011 la soluzione (forse).

Ed ora, i titoli di coda: persone che ringrazio per questo 2010 interessante che ho passato.

Wilma Tavelli – portavoce PD Coccaglio (e tutto il direttivo);
Claudio Rossi – capogruppo Democratici e Popolari per Coccaglio (e tutto il gruppo consiliare);
Silvio Ferretti – portavoce PD zona (e tutto l’esecutivo) nonché compagno delle battaglie per la scuola di Adro;
Massimo Balliana – capo Gruppo Comunicazione PD provinciale (e tutto il gruppo);
Pietro Bisinella – segretario provinciale PD (e tutta la federazione provinciale), impegnatissimo e sempre cordiale;
Giorgio “Clooney” De Martin – segretario cittadino PD, dalle cravatte lisergiche, dispensatore di buoni consigli;
Gianantonio Girelli – consigliere regionale PD, cordialissimo e sempre attento;
Pippo Civati – consigliere regionale PD, definito rottamatore, in realtà esempio di lealtà ed impegno (e tutti i prossimi);
Pierangelo Ferrari – deputato della Repubblica, paziente (se mi sopporta!), che racconta sul suo blog la vita e l’impegno dei parlamentari, e cerca di non fare di tutta l’erba un fascio, perché poi il fascio arriva, in qualche maniera;
Filippo Penati – candidato alla Presidenza Regione Lombardia, intervenuto ad Adro, e che si è speso per portarvi il segretario nazionale Bersani, il 18.9.2010;
Pierluigi Bersani – segretario nazionale del PD, che non ce l’ha fatta ad intervenire ad Adro solo per impegni non rimandabili…

… e molti altri che dimentico. I nomi qui sopra non sono per gloriarmi (di che, poi: con le piume del pavone?) ma per dimostrare due cose e cioè l’assetto assolutamente “federale” del PD, che procede dal basso e non emana dall’alto, e il fatto che, ad un assoluto neofita, queste persone siano state “toucheables”, toccabili, raggiungibili e, aggiungo, gradevoli interlocutori.

Il futuro di chi si vuole impegnarsi per questo paese (ed il futuro del paese stesso) passa ancora per i partiti fatti di persone e non per i blog di qualche comico (tra l’altro censurati dei commenti non adoranti) con sistemi populistico-demagogici di votazione senza controllo e riscontro alcuno.

White Christmas


Ho registrato questo blog circa un anno fa, per le note vicende, anche se ho cominciato a postarvi dopo circa sei mesi.
Questo canzone è ancora una ferita aperta per questa comunità, ed allora ve ne offro una versione spiritosa. Buon Natale a tutti.
E ricordatevelo: il Natale è la festa dell’identità Cristiana, EPPERCIO’ STESSO è la festa dell’accoglienza.

SE


Gli ultimi sviluppi della scena politica mi hanno reso afasico. E’ perché sto pensando. Intanto vi regalo un mio commento su Ciwati:

Si avvicina la fine dell’anno ed il cambio di agenda. Come ogni anno mi appresto a ricopiarvi la poesia di Kipling che comincia con:

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you
but make allowance for their doubting too,

Se per assurdo avessi la golden share del PD e dovessi decidere a chi assegnare il ruolo di segretario, direi Civati. Se dovessi proporre il candidato premier, direi Renzi. Non perché siano magari pronti per quei ruoli, ma perché colmerebbero l’eventuale “gap” in un attimo, costruendo una squadra coesa, serena e leale.
Questo perché sia chiaro come la penso ad a chi vanno le mie simpatie, non certo personali ma politiche.

Detto questo, il PD ha in questo momento un segretario capace e “pronto”, che adderittura si interroga sull’utilità del suo ruolo come possibile candidato premier. Non è da tutti, non è poco. Non è lì, in quel ruolo, il nostro problema.

Ad un certo punto, quasi verso la fine, Kipling prosegue, in quella poesia:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;

Credo che l’immane fatica (compresi gli errori) che ci hanno portato qui, come PD, non meritino di essere giocati a testa o croce. Anche perché il gioco d’azzardo, concordo su una singola cosa con Enrico Letta, è il sintomo del degrado della civiltà di un paese.
Allo stesso tempo, dal punto di vista della Leopolda, giocare “all our winnings” a testa o croce è prematuro, e ci può stroncare sul nascere.
Voglio dire: il referendum, e le firme necessarie per farlo (il 5%), assomigliano ad una specie di conta. Se i generali chiamano, io ci sarò. Mi permetto di dire che è meglio pensarci, pensarci, pensarci molto, su questa mossa.

Forse è il caso di farci un referendum (scherzo)!

Ed ora le ultime due strofe, il mio motto alla vita:

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with kings, yet not lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you;
If all men count with you, but none too much,

If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds¹ worth of distance run
Yours is the Earth and everything in it,
And, what is more, you¹ll be a Man, my son!

Il tema delle primarie, Prossima Italia ed il contributo alla piattaforma.


Qui e qui, scritto e parlato, ciò che ha detto Bersani (anche) sulle primarie.

Per i disastri che sono stati fatti (ad esempio a Milano), per il comportamento di Vendola (indecoroso il suo comportamento di martedì 14 dicembre dove ha fatto la questua di tutte i microfoni presenti a Montecitorio in un rivoltante spot personale per le primarie, quando il governo non è nemmeno caduto), la posizione di Bersani è sacrosanta.
Il percorso è: Programma > Alleanza > Primarie (di coalizione), non il contrario, come è avvenuto ad esempio a Milano.

Chi è stato alla Leopolda, come me, può ben concordare che questo è un processo logico, l’unico possibile. Lo statuto inequivocabilmente indica Bersani come candidato premier nominato del PD. Le carte sono in mano a lui. Chi vuole sostituirsi a lui, esca dal partito.
Se, sulla base del famoso Programma e dopo che si è formata l’alleanza, egli (Bersani) vorrà di sua sponte rinunciare per vari motivi (ad esempio un accordo con altri partiti) al ruolo di candidato premier (ma non di leadership della coalizione), si porrà allora il problema. Inutile fasciarsi la testa adesso.

Sulle primarie per le liste per il porcellum ha più e più volte detto che si faranno e non ho nessun motivo per non credergli. Se non fosse successo questo bailamme avrei già inoltrato alla segreteria provinciale una “bozza” sul tema. Ne parlo non per protagonismo ma perché , nel migliore spirito della Leopolda e di Prossima Italia, è in questo momento di perfezionamento della piattaforma che le buone proposte possono essere avanzate, con spirito di lealtà e di condivisione per il PD, per la coalizione ma soprattutto per l’Italia.

Ed ora quello che penso io su Bersani e sulla fase che si apre.


Dopo il voto del 14 il pallino è definitivamente in mano a Berlusconi. O governa o ci manda al voto anticipato. Dato che non governa da due anni e mezzo (gli interessa solo la sua poltrona e l’immunità che ne deriva) a mio avviso cercherà di vivacchiare il più a lungo possibile.

Mi pare chiaro che Bersani voglia fare due cose: la famosa piattaforma (cioè la sintesi – arricchita – dei documenti che si preparano da circa nove mesi nelle varie commissioni dell’Assemblea nazionale) e mettere il PD al centro dell’opposizione, dove sta geograficamente ma non mediaticamente, schiacciato dal tema delle alleanze e delle primarie.
Per ciò stesso spazza via in un colpo solo questi due temi, trattati dalla stampa in modo inopportuno quando non sleale e malevolo: prima la sostanza, la proposta del PD agli italiani ed a tutti i possibili alleati.
Vendola e Di Pietro? Bersani non lo dice, ma chi se ne importa. I loro partiti, pardon comitati elettorali, se sanno fare altrettanto lo facciano, altrimenti prendano i nostri temi e vedano uno per uno se sono d’accordo.
Fini? Bersani non parla mai di destra, parla di centro. Sicuramente non può lanciare un tema (la piattaforma) alle opposizioni ed escludere aprioristicamente nessuno. Sarebbe autolesionista.

Esiste una dicotomia nel mondo politico italiano: mascalzoni (più o meno consapevoli) + leghisti da una parte, e tutti gli altri. Il paese non è così, e mai come stavolta è scalabile.
Tornando agli “altri” di cui sopra, il PD è il vero centro, nel senso buono del termine, e fa il suo lavoro. Proporre e vedere chi ci sta. Tempo per eventuali veti ci sarà (ma non serviranno: Fini non verrà, e sono affari suoi).

A parte il pensiero sulle primarie.

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Proposta (v. 0.80) al PD provinciale bresciano per le primarie di lista (con il porcellum)


Vediamo, dopo il lancio di ieri di cominciare un po’ a sgrezzare.

L’amico e competente Ciro Ramaschiello scrive, altrove:

PRIMARIE: Candidato Sindaco secondo gli Statuti del PD.

1)Per partecipare alle Primarie di Partito il candidato deve raccogliere firme per il 10% dei componenti dell’Assemblea o del 3% degli iscritti. (art. 18 comma 5 Naz.)
2)Qualora il candidato del caso precedente si presenti in alternativa al sindaco uscente (non sarebbe il caso di Brescia), necessita del sostegno del 30% per cento dei componenti dell’Assemblea, oppure del 15% degli iscritti (art. 18 comma 6 Naz.).

Direi che, nel caso di liste per il porcellum, la clausola rinforzativa 2) non ha motivo per esserci.
So che a Brescia ci sono circa 120 circoli, con una media di 50 iscritti a circolo (non ho i dati che cercherò) sono 6000 iscritti. Il 3% sarebbero in tal caso 180 firme.
Può essere una base di partenza per la discussione.

Tutto ciò va integrato con la questione dei 3 mandati (penso prevalga in tal senso lo statuto nazionale sul lombardo, che parla di due), la questione del 10% max di deroghe, etc.

Modesta proposta.
1) Lista dei candidati al posto di candidato al parlamento composta a generi alternati: M/F/M/F, di n posti (facciamo anche 50: 25 uomini e 25 donne, quindi)
2) Richiesto il 5% di firme, ma si fa una graduatoria, se il 25.esimo uomo ha raccolto solo il 3% va bene lo stesso. Si firma per UNO solo, massimo DUE candidati al posto di candidato al parlamento.
3) Emerge con il voto una graduatoria, quella però svincolata dalla questione di genere: ad esempio 1.a F 2.a F 3.o M 4.o M 5.o M ci saranno in lista prima due donne e poi tre uomini, rispettando il numero di preferenze raccolte alle primarie. Unica eccezione possibile una quota di bandiera per il genere “soccombente”, certo di molto minore al 50%.

Caro mio PD provinciale Bresciano: concordiamo le procedure per le primarie.


Scrivo a chiama in corso, dopo il bel discorso in aula di Bersani. L’esito, concordo con il segretario, è ininfluente.
Questo post non vuole spostare di un “grammo” la distribuzione dei pesi politici interni al PD, è meramente “tecnico”.
In ottica elezioni (possibili) a primavera, invito il PD bresciano a mobilitarsi per definire:

* il rispetto dello statuto, in termini di mandati parlamentari, etc – anche consultandosi con la segreteria nazionale per una interpretazione autentica sul meccanismo delle deroghe ai 3 mandati (che non devono eccedere il 10%, cioè alla camera circa 20 persone massimo, per es.); io sono ben disposto verso molti, non faccio parte dell’organismo che dovrà decidere le deroghe ma posso volentieri raccogliere le firme a favore di chi mi piacerebbe rivedere, etc; vanno definite queste procedure.

* le necessarie (e più volte preannunciate a tutti i livelli, da Bersani in giù) primarie per l’accesso ai posti bloccati del porcellum, cioè le liste elettorali bloccate.

Ho molte idee in merito che voglio scambiare con i più esperti, specie la commissione per il rispetto dello statuto.
Aspetto che si formi un gruppetto qui, poi magari troviamo modi e tempi per riunirci e portare le riflessioni all’attenzione del segretario provinciale.

Accodatevi rispondendo e lasciando i vs. contatti, la mia email è questa.

Omone mite e sveglissimo…


… poteva andarmi peggio.
Grazie Pierangelo.

Manifestazione Adro 4 dicembre 2010