Milano: sporchi, neri, sudici, portano malattie. Moratti e De Corato, perché non li cacciate?


Quando siano immigrati nessuno lo sa. Sono sporchi, neri, sudici, portano malattie. Attaccano i milanesi “veri”. Non parlano la nostra lingua, non seguono le nostre tradizioni, anche igieniche. Moratti e De Corato, perché non li cacciate?

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Adro: ci son dei giudici a Berlino…


… ed anche a Brescia, se è per questo.
Il comune di Adro, amministrato dal famoso sindaco ammirato ad Anno Zero Oscar Lancini, è stato condannato a cambiare alcuni suoi regolamenti discriminatori. La CGIL bresciana festeggia.

Certo, non pagherà direttamente il sindaco, ma i cittadini di Adro. E il 60% ed oltre, avendolo votato, se lo merita. Per gli altri la spesa sarà meglio sopportata pensando al fatto che è stata ripristinata la legalità, almeno su questo tema.

Ucchielli, Civati, Gilioli, Sarubbi ed ora anche Filippini. Il PD comunichi meglio, perfavore.


Premessa 1: considero Pippo Civati, politicamente, la metà migliore di me. Cioè, pesa la metà, politicamente vale ben più del doppio, ma ciò che intendo è che su molti temi abbiamo la stessa sensibilità, ad esempio quello della lealtà interna (al PD) e quello, inerente al tema, dell’immigrazione. Consiglio di leggere il suo “Regione Straniera” ed è invece d’obbligo conoscere il suo Mandiamoli a casa (i luoghi comuni) che ognuno di noi dovrebbe avere in mente o in tasca, come un breviario laico. La metà migliore, ho scritto, perché si dà su questi temi con molta generosità, cercando con gli scritti e le parole di spostare il baricentro del PD con meno prudenza di me e con indubbia più efficacia.

Premessa 2: il PD marchigiano, nella persona del segretario regionale Ucchielli (cui segnalo che il link al suo sito non è possibile perché il mio antivirus segnala un trojan), lancia una campagna di informazione, di cui trovate una eco qui per sbugiardare il governo nazionale e la Lega Nord. Leggete il link che indico che trovate già la critica di Civati al riguardo, che condivido. Dirò di più, se conosco Civati, Pippo era incazzato nero anche se ha esposto la sua contrarietà in modo al solito garbato ed educato.

Premessa 3: in molti hanno commentato nella blogosfera: ad esempio Sarubbi, Gilioli su Piovono Rane, Metilparaben ed anche altri, ad esempio qui ma potrei continuare. Ucchielli risponde ovunque con un ciclostile con effetto comico involontario.

Non voglio entrare direttamente nel tema. Cerco di buttare qualche riflessione sulla vicenda.

Primo: leggetevi i post che ho segnalato con i commenti di chi segue i vari blog. Si risponde ad ampio ventaglio, chi dice che Ucchielli ha ragione, chi dice che Ucchielli è stato troppo buono, chi (come me) pensa che l’argomento non vada trattato in questi termini e raccomanda di vedere gli immigrati anche come opportunità (come in realtà sono), chi adderittura (e per me è troppo) invita lo stato italiano a farsi promotore dell’immigrazione.
E’ evidente, ed è un mio cavallo di battaglia, che serva una “linea”. Il PD, vivaddio, è un partito in cui si discute. Difendo e difenderò la libertà nel PD di dire tutto ed il contrario di tutto, la libertà, che ho già sottolineato, di provare con lealtà a spostare il baricentro del partito. Il PD non è una caserma (per appiattirsi ancora su metafore di destra). Ma un Fil Rouge, una mappa per poter capire nel dibattito interno come si sta e per proporsi (anche in modo variegato, perché no) chiaramente agli elettori su ogni tema, serve. Speriamo nella campagna delle 10 parole, io ci conto. Finita questa fase “costituente” che ha mille ragioni e che è inevitabile ed anche auspicabile, un militante del PD saprà chiaramente dove sta, potrà scegliere qualche tema di dissenso per contribuire democraticamente al dibattito ed a nuovi approdi, ma se sentirà la necessità di differenziarsi su tutti i temi qualche domanda dovrà porsela.

Punto 2: io vedo in questa vicenda molti problemi di comunicazione, sia interna che esterna. Il tema va affrontato a tutti i livelli.

Punto 3: la lealtà interna al PD. C’è molto da fare in questo campo. Si può polemizzare, si deve polemizzare anzi nel caso se ne sia convinti, ma c’è modo e modo. I bassi tempi che viviamo non consentono di aprire fronti di divisione che abbiano il risultato di allontanare gli elettori. Lo dico chiaramente, Pippo mi è sembrato sulla linea del fuorigioco, ed è qui che i fuoriclasse devono stare (io sono più prudente, almeno per ora, ma è un mio limite). Giliori, e lo dico con affetto, mi è sembrato un metro oltre. Ma non quello più in fuorigioco, per non parlare (e non ne parlo) delle entrate a gamba tesa.

Con il guanto o senza?


Non si fa a tempo a tornare dalla montagna (peraltro la verdissima, in tutti i sensi, Ponte di Legno) e si scopre amaramente che Brescia è sempre in cima alle classifiche delle minchiate.
Ecco qui l’articolo sulla distribuzione di guanti in plastica contro i germi sugli autobus. Guardacaso su una delle linee più frequentate dagli immigrati di colore.

Dopo White Christmas, la mensa di Adro, il centro culturale islamico di Trenzano, il bonus bebé di Brescia e Adro ed altre decine di provvedimenti scemi, ecco una nuova ordinanza à la carte. Tra l’altro l’assessore Orto di ordinare à la carte se ne intende, vedasi le sue famose cene del sabato sera a spese dei contribuenti bresciani.