Ferrari


Non so cosa sia peggio, la solita sparata un tanto al chilo di Calderoli oppure l’articolessa di Odifreddi su Repubblica. Anzi lo so: la seconda, perché Odifreddi lo stimo.

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Adro: aggiornamenti.


Ad Adro l'erba è tenuta da buon conto, la si effigia nei cartelli dopo averla fumata. Non si calpesta.

Lunedì 27 il sindaco ha sospeso per “troppi giornalisti” il consiglio comunale. Salvo poi, mercoledì 29, consentire l’accesso a giornalisti e cineoperatori.
Si comincia a parlare di cose scomode, del tipo che il Nuovo Polo scolastico non è, come fatto credere e più volte dichiarato, a costo zero.
Intanto l’emergenza “maiale” (non è una carica elettiva di Adro, c’entra la mensa) sembra per fortuna risolta.
Intanto Napolitano ha risposto ai genitori che chiedono di togliere il Sole delle Alpi.
Il clima è incattivito, una sindacalista molto attiva per i diritti civili ad esempio dei bambini in mensa è stata trattata a male parole, spintonata e graffiata dalla nonna di un bambino ai cancelli della famigerata scuola. Una parte della popolazione infatti, i tifosi più accesi del sindaco, danno la colpa a chi denuncia il fenomeno, non al fenomeno che ha messo 700 simboli in una notte. Ve lo testimonio personalmente. Comunque c’è molto malcontento contro il sindaco e la gente comincia a rialzare la testa. E’ stato scalfito il mito dell’intoccabilità della Lega.
Sabato presidio in prefettura cui, salute permettendo, parteciperò. Intanto il PD con suoi deputati (Corsini, di Adro, e Ferrari) ha chiesto a Maroni che intenzioni abbia con il prefetto. Se avrò l’occasione di parlare al Prefetto, che rispetto in quanto istituzione dello stato, caldeggerò un suo intervento, dicendole a chiare lettere che si è atteso fin troppo.

ADRO: interrogazione Ferrari e Corsini (PD)


INTERROGAZIONE A RISPOSTA URGENTE
IN COMMISIONE AFFARI COSTITUZIONALI

Al Sig. Ministro dell’Interno On. Roberto Maroni

Premesso che:

il caso della scuola di Adro da vicenda locale è ormai rimbalzato sulla grande stampa nazionale nonché sugli organi radio-televisivi

nel paese franciacortino, in provincia di Brescia, è stata recentemente inaugurata una scuola di evidente regime “leghista-padano”; infatti simboli leghisti sono stati ovunque collocati, dai banchi agli zerbini, dai cestini dei rifiuti ai tavoli, dai cartelli alle finestre, dalla segnaletica alle pedane, dalle sedie alle volte di copertura, in numero di circa 700

il Sindaco di Adro è già salito alla ribalta della cronaca per iniziative di palese carattere discriminatorio quali il rifiuto del servizio mensa ai figli minori di famiglie extracomunitarie morose, nonché di carattere intollerante e razzista quali la somministrazione di cibi a prescindere da vincoli di natura religiosa che ne consentono o no la consumazione

lo stesso Sindaco, incapace di essere coerente con la scelta adottata, richiesto di spiegazioni, è ricorso all’escamotage di negare il carattere leghista del simbolo – il sole delle Alpi – ovunque disseminato, sostenendo, in ciò spalleggiato dall’on. leghista Davide Caparini, che si tratterebbe di un “segno di identità e di tradizione presente ad Adro, un’iconografia antica riconoscibile anche nella chiesa parrocchiale”, un’asserzione, questa, palesemente infondata, come smentito dagli studiosi locali i quali peraltro negano pure che tale simbolo sia presente nello stemma e nel gonfalone del Comune

al di là delle inconsistenti giustificazioni del Sindaco, la questione rimanda all’arbitrario, illegittimo, offensivo, uso di un simbolo di partito in una sede pubblica

la scuola svolge una funzione istituzionale ed appartiene all’intera comunità a prescindere da convinzioni politiche, ideologie, appartenenze di partito delle famiglie

la scuola è per definizione il luogo della ricerca, del dialogo, della tolleranza e che non può essere sottoposta ad indebite appropriazioni di partito che rimandano ad una concezione totalitaria e antidemocratica dell’educazione e della formazione di cui la storia del ‘900 ha dato purtroppo ampia testimonianza con l’esperienza dei regimi dittatoriali fascisti e comunisti

il Ministro Maria Stella Gelmini, bontà sua, in un primo tempo si è limitata a parlare di episodio folkloristico e di un estremismo da lei non condiviso e in un secondo tempo ha, invece, assecondato la versione del Sindaco

il Prefetto di Brescia sino ad oggi non ha dato segni pubblici d’intervento, evidentemente condividendo la scelta del Sindaco di Adro o facendo finta di non vedere, nonostante una legge recente vieti l’esposizione nelle scuole di simboli che non siano quelli esplicitamente menzionati

gli insegnanti della scuola di Adro, riuniti in assemblea sindacale, si sono apertamente dissociati dall’iniziativa, denunciando la sopraffazione dovuta al Sindaco

lo stesso Dirigente scolastico ha investito del caso la Dirigente provinciale, chiedendo la rimozione del simbolo leghista

il Padre priore della scuola carmelitana di Adro è intervenuto richiamando fondamentali diritti di rispetto delle convinzioni e delle scelte di ciascuno, sottolineando altresì l’obbrobrio di Crocifissi letteralmente inchiodati alle pareti

la vicenda di Adro, riconducibile a tutt’altro che a folklore, costituisce un segno della volontà di disgregazione del Paese e del suo stesso tessuto connettivo, rappresentando un caso di negazione di fondamentali principi di civiltà, di legalità e di senso delle istituzioni

l’iniziativa del Sindaco rappresenta una prova palese di strumentalizzazione dei bambini a scopo politico e propagandistico

la scuola potrebbe essere sede di seggio elettorale in cui viene esibita propaganda illegittima

si corre il rischio che vengano utilizzate risorse pubbliche per rimuovere i simboli leghisti finalizzati ad una impropria e illegittima, oltre che diseducativa, “pedagogia padana”

I sottoscritti interrogano per sapere:

quali iniziative il sig. Ministro adotterà per riportare la legalità nella scuola di Adro

Firmato

On. Paolo Corsini
On. Pierangelo Ferrari