Adro/Soli: modesta proposta: “Good Practice” e libro/sito


Destinata ad essere dibattuta qui e su Facebook.

Sapete quanto reputi importante quanto è accaduto e si è ormai concluso (con la vittoria su tutti i fronti). E’ un caso di scuola nella politica lombarda ed italiana e qui si sono gettati molti semi di quello che è auspicabilmente il futuro dell’italia. Si è dimostrato che la destra “cialtrona” e la Lega populista non hanno un futuro, a patto di vedere l’obiettivo e di saperlo perseguire passo passo.

Lancio l’idea di una scia virtuosa, della formalizzazione di una “Buona Pratica”, un libro (in pdf), un sito, delle interviste a tutti gli attori della vicenda.
E, per discutere di questo, di una riunione la settimana prossima a Torbiato sul tema.

Lo scopo è politico e non di lucro, ovviamente, ma se per ipotesi qualche soldino si dovesse tirare su potremmo devolverli al fondo per i bambini di Adro della Mensa.
Vi aspetto numerosi a questo dibattito.

Adro/Soli: the end?


Il sindaco di Adro ha perso anche l’appello.

PS: ebbene sì, è la fine: ecco la prova.

La CGIL denuncia penalmente il sindaco di Adro


Dal Bresciaoggi del 23.12

Si va nel penale


Anche per il Sindaco di Adro.

Manifestazione Adro 4 dicembre 2010


Landini non è un sindacalista…


… non so se lo sia mai stato. Minuto 13. Parla da politico (meglio, da demagogo).

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Il testo integrale dell’Ordinanza contro il Comune di Adro


ordinanza.pdf
Ora è veramente tutta l’ordinanza del 29.11

Ordinanza immediatamente esecutiva: il Comune di Adro deve rimuovere i simboli.


Oggi ho avuto un privilegio: essere presente mentre si scriveva la storia, o perlomeno appena dopo che si è stata scritta. La storia è l’inizio della fine del potere della Lega come lo conosciamo. Esistono ben dei giudici a… Brescia.
Andiamo al succo: nella causa promossa dalla CGIL il Giudice del lavoro di Brescia ordina esecutivamente ed immediatamente al Comune di Adro, sotto la guida e la superfizione del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Adro, di:
– rimuovere tutti i simboli (compresi quelli sul tetto) a spese del Comune di Adro: in particolare non dovranno essere presenti né segni di copertura né di abrasione sui banchi;
– va assicurata la permanente presenza della bandiera della Repubblica Italiana ed Europea
– l’ordinanza va pubblicata, a spese del Comune di Adro, sul Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera e Repubblica;
– l’ordinanza va affissa per 7 giorni lavorativi nel plesso scolastico.

Va da sé che tutte le spese anche processuali (2500 euro queste ultime) sono a carico del Comune di Adro

Ad oggi non si è arrivati per caso, o in modo episodico. La CGIL ha fatto ottimamente la sua parte, unica titolata ad intervenire presso il giudice del lavoro.
Ma sin dall’inaugurazione dell’11 settembre una molteplicità di soggetti si è mossa all’unisono: dapprima dei ragazzi del luogo, che hanno documentato a tutta Italia e tutto il mondo lo scempio dei soli.
Poi il PD, che ha indetto un volantinaggio per il sabato seguente, trasformatosi poi in una manifestazione vera e propria, dove hanno sfilato fianco a fianco popolo viola, rappresentanti locali dell’UDC, la lista civica Linfa, la CGIL, semplici cittadini, i centri sociali, SEL, e chi più ne ha più ne metta.

Un vero e proprio laboratorio contro la prepotenza della Lega ed il suo modo anticivico di marcare il territorio.
Ora tutto questo sta finendo, ora non è il momento di dividersi. Continuiamo insieme a lottare non per le ideologie ma su ogni argomento, su ogni punto, su ogni diritto.
Ed ora, arriva la manifestazione del 4 dicembre, organizzata da Adro Rimuoviamoli e dal Popolo Viola. E si festeggerà…

Il tribunale sancisce: il Sole di Adro discrimina.


Qui. La manifestazione di sabato pomeriggio ad Adro si preannuncia una festa.

Il cappello della CGIL


Dev’essere un vizio, quello di Galletti e soci, di mettere il cappello alle iniziative altrui.
Se tanto mi dà tanto comitato promotore “Adro rimuoviamoli” e popolo viola, che si stanno sfangando e smazzando l’organizzazione, saranno criticati come nullafacenti.
Parlerò anche al buon G.C.C.
Questo è l’estratto dal BSoggi di sabato 27:

Il tutto in attesa della manifestazione in programma il 4 dicembre su iniziativa del comitato «Via i simboli di partito dalla scuola» e della Cgil.

CGIL – Sciopero a Brescia


Ricevo da Romana Gandossi e volentieri pubblico. Non mi associo nè dissocio, semplicemente non l’ho letto, solo copia-incollato.
Sciopero a Brescia.
I pensionati Bresciani della Cgil in questa giornata di sciopero non possono dimenticare che per la terza volta i morti e i feriti che 36 anni fa caddero uccisi in questa piazza dalla bomba fascista, non hanno giustizia.
La città, il movimento sindacale, tutte le forze antifasciste, le vittime, sono sgomenti.
Sono morte 8 persone, più di cento i feriti, ma nessuno ha commesso il fatto.
Abbiamo in questi giorni iniziato il confronto con i comuni Bresciani per rinnovare gli accordi sociali che considerano i servizi agli anziani:
servizi che riguardano la cura della persona per coloro che sono non autosufficienti, i pasti a domicilio, l’assistenza domestica e infermieristica, contributi per le spese mediche.
Siamo fortemente preoccupati perché non ci sono garanzie che verranno mantenuti i livelli della qualità dei servizi e le relative tariffe del 2010.
Nel 2011 ci sarà un punto di domanda per tutti queste prestazioni, sono in pericolo il loro mantenimento, e se questi resteranno rischiano di avere delle tariffe altissime, esagerate per le magre pensioni dei nostri anziani che sono sempre più in difficoltà.
Questo succede perché questo Governo Presieduto da Berlusconi e sostenuto da Bossi con i suoi tagli a prescindere mette in serie difficoltà gli amministratori locali, ma non solo, si aggiungono altri impedimenti dovuti ai ritardi con cui avvengono i rimborsi dei mancati introiti dell’ICI da parte del governo, alcuni comuni aspettano il saldo del 2008, 2009 e naturalmente del 2010 .
Registriamo l’imbarazzo di molti sindaci e assessori di centro destra, leghisti e berlusconiani, a denti stretti ammettono queste difficoltà, ma non c’è una protesta esplicita, chiara, tutto è sacrificato alla ragione di Stato o meglio di governo.
Oggi per molti giovani le famiglie sono il vero Welfare, i figli che perdono lavoro e sono abbandonati a se stessi, sono spesso aiutati dai padri e allo stesso tempo nonni, questi hanno lavorato in fabbrica per una vita, frequentemente li aiutano con la loro pensione, non dimentichiamo che gli assegni di mobilità, la cassa integrazione e l’indennità di disoccupazione hanno una consistenza economica minima sono pari a 700/ 800 euro al mese, quindi spesso si dividono le miserie, pensioni in perenne svalutazione aiutano integrazioni al reddito da fame.
Questa è la situazione, le prospettive sono peggiori:
non è alle viste una riforma fiscale che faccia recuperare alle pensioni e ai salari il potere d’acquisto che viene annullato da un perverso sistemo fiscale.
Continuano i regali agli evasori leggi scudo fiscale e si continua a non tassare le rendite.
non si vedono segni di ripresa economica e di conseguenza una ripresa occupazionale.
Insieme ad una situazione socio economica drammatica è in atto un tentativo di abbassare i diritti, il ministro Sacconi è venuto allo scoperto presentando la bozza del nuovo Statuto dei Lavori, così lui lo chiama, è ormai chiaro e acclarato che ci sarà il tentativo di smaltellare lo Statuto dei lavoratori, non c’è una giusta discussine sulla riforma degli ammortizzatori sociali e un suo allargamento, c’è un attacco ai diritti chiaro e palese.
Penso a coloro che come me oggi hanno i capelli grigi e che in gioventù hanno scioperato per i rinnovi contrattuali, per diritti in fabbrica, siamo pervasi da un sentimento di delusione quando sentiamo le intenzioni distruttive di Sacconi, abbiamo misurato nella nostra vita lavorativa i benefici di quei diritti e di quelle tutele, limitarle e annullarle è ingiusto, il progetto del governo non riguarda un ammodernamento dello Statuto dei lavoratori, è la sua distruzione e questo è contro gli operai e impiegati soprattutto per coloro che lavorano nelle regioni industriali del nord Italia.
Alla faccia della Lega che dice di tutelarli.
Oggi più che mai è importante che ci stringiamo intorno alla Cgil, alle sue parole d’ordine, alle sue piattaforme, partecipare alle sue iniziative a partire dalla manifestazione nazionale di sabato 27 novembre a Roma e se necessarie a quelle successive, siamo un bastione essenziale per il mondo del lavoro, dobbiamo sforzarci di costruire alleanze sindacali e politiche che ci permettano di uscire dalla crisi vincenti, senza perdere dignità e tutele per il lavoro dipendente.

Adro: ci son dei giudici a Berlino…


… ed anche a Brescia, se è per questo.
Il comune di Adro, amministrato dal famoso sindaco ammirato ad Anno Zero Oscar Lancini, è stato condannato a cambiare alcuni suoi regolamenti discriminatori. La CGIL bresciana festeggia.

Certo, non pagherà direttamente il sindaco, ma i cittadini di Adro. E il 60% ed oltre, avendolo votato, se lo merita. Per gli altri la spesa sarà meglio sopportata pensando al fatto che è stata ripristinata la legalità, almeno su questo tema.