Prendersela contro il burqa. Cuore e viscere contro il cervello. Attenti a quello che fate.


Leggo che molti se la prendono non con il burqa in sé, quanto con ciò di cui è simbolo (secondo loro). Il burqa simboleggerebbe l’ignoranza, l’oppressione, la coercizione, l’infibulazione, l’omofobia e persino la lapidazione.
Questo è un tranello potente. Questi temi vanno dibattuti e soprattutto risolti, ma la semplificazione operata elevando a simbolo di questi il burqa, transfert praticato dalle destre xenofobe di tutto il mondo, in Italia dalla lega soprattutto, è mistificante ed intrappolante. Vi porta, in molti, a combattere giustamente per ciò che credete giusto (e che lo è, in larga parte) ma in sostanza ve la prendete con un pezzo di stoffa e fate il gioco della Lega e peggiorate il problema, che poi è quello che la Lega si prefigge. Perlomeno siate consapevoli di questo.
C’è un altro motivo che vi deve portare a stare molto lontani dai simboli e dalle “crociate” per i simboli. Nella seconda metà del XIX secolo, in un clima culturale già “romantico”, in cui cioè il cuore e le emozioni volevano già prevalere sul cervello ed i ragionamenti (non vi ricorda niente dell’attuale quadro politico?) si innestarono altri due fattori potentissimi e forieri di nefaste conseguenze: il localismo di Herder ed il simbolismo (si legga ad esempio Guenon sul tema), il lirismo poetico.
Il localismo, le tradizioni del luogo, le storie di folletti e fate (celtiche… vi ricorda niente?), le tradizioni, il territorio. Il simbolismo (in gran parte cristiano ma non solo), la sostituzione del messaggio con un logo, la riduzione ancora più bassa, viscerale, alle pulsioni primarie dell’uomo: questo condusse alla tragedia del novecento, si prese di mira un popolo ed una religione (gli ebrei, ma anche gli zingari, gli omosessuali), si confezionarono falsi storici (i protocolli dei Savi di Sion, falso della polizia zarista); arrivarono il nazismo, le dittature, le guerre mondiali.
Questa è la china. Attenti a non addentrarvi in questa selva.
Per questo mi fa male il disprezzo verso chi cerca di usare la testa, chi predica almeno la tolleranza da trasformare poi in empatia e progresso, l’ostracismo e l’incomprensione contro il PD che batte questa via.
Per questo, pur provando simpatia per Vendola, mi fa paura quando batte la strada del cuore e del lirismo poetico invece che del cervello.

Burqa


La foto seguente è stata scattata in Sardegna nel 1959, 51 anni fa.
I miei genitori erano già adulti. Quando si pensa di vietare il burqa o di condannare le cosiddette abitudini retrograde di altri, bisognerebbe sapere di cosa si parla.

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