R.I.P. Dandolo



Questa è la tomba dei fratelli Dandolo, eroi risorgimentali. Quale migliore occasione, per il comune di Adro del 150enario per adeguare questo spendido monumento alla plaga devastata dalle cavallette (betoniere) che è diventato questo pezzo di Franciacorta?
I cipressi secolari che vedete nella fotografia non ci sono più, tagliati quasi nottetempo.

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Adro/Soli: modesta proposta: “Good Practice” e libro/sito


Destinata ad essere dibattuta qui e su Facebook.

Sapete quanto reputi importante quanto è accaduto e si è ormai concluso (con la vittoria su tutti i fronti). E’ un caso di scuola nella politica lombarda ed italiana e qui si sono gettati molti semi di quello che è auspicabilmente il futuro dell’italia. Si è dimostrato che la destra “cialtrona” e la Lega populista non hanno un futuro, a patto di vedere l’obiettivo e di saperlo perseguire passo passo.

Lancio l’idea di una scia virtuosa, della formalizzazione di una “Buona Pratica”, un libro (in pdf), un sito, delle interviste a tutti gli attori della vicenda.
E, per discutere di questo, di una riunione la settimana prossima a Torbiato sul tema.

Lo scopo è politico e non di lucro, ovviamente, ma se per ipotesi qualche soldino si dovesse tirare su potremmo devolverli al fondo per i bambini di Adro della Mensa.
Vi aspetto numerosi a questo dibattito.

Adro/Soli: the end?


Il sindaco di Adro ha perso anche l’appello.

PS: ebbene sì, è la fine: ecco la prova.

Adro: la guardia di finanza è nella Scuola dei Mille Soli


Stay tuned.

Il giudice: i simboli di Adro devono sparire del tutto


Non basta la cancellazione parziale.

Adro: la Soprintendenza boccia il progetto di speculazione sul laghetto Sala.


Errata CORRIGE: i Soli ci sono ancora.


Aggiornamento del 13.1.2011: Forse c’è una spiegazione: pare che i cerchi siano stati coperti con sabbia che poi si è dilavata (pioggia, neve e nebbia) parzialmente. Sotto alcuni angoli di visuale (e di incidenza del sole) i Soli o parte di essi scompaiono.
Maledetto CONTROSOLE, ha appiattito le differenze tra verde e grigio.
Persone di fiducia hanno fatto fotografie oggi pomeriggio, tra poco le riporto: eccola:

Questo quanto scritto stamattina, inesatto, e mi scuso:
Video ripreso da un’altura stamattina, un po’ di foschia ma si vede. La Repubblica di oggi è per dimostrare la data certa.
Non so se siano stati tolti stanotte (bastava un rastrello), in ogni caso è un’altra vittoria di chi si oppone all’idiozia di questa scellerata vicenda voluta dall’amministrazione di Adro.

Lancini: tolti i Soli sul tetto della scuola.


Non dice la data della rimozione, gli consiglio di non mentire, abbiamo le fotografie con sotto le prime pagine dei giornali a date scaglionate…

Il comune di Adro si avvia al commissariamento.


Da parte del Tribunale di Brescia, che nominerà, dice il Bresciaoggi, un commissario ad acta per l’esecuzione dell’Ordinanza.

La CGIL denuncia penalmente il sindaco di Adro


Dal Bresciaoggi del 23.12

Si va nel penale


Anche per il Sindaco di Adro.

Adro: dopo i bambini, i vecchi dell’ospizio.


Scuserete il non politically correct, ma “gli anziani della casa di riposo” non suona bene. Il sindaco di Adro ne ha combinata un’altra delle sue.

Adro: il laghetto del Sala quasi salvo.


Sul Bresciaoggi la vicenda della assurda speculazione del laghetto del Sala voluta dal Sindaco di Adro che si è risolta, pare, con un altro buco nell’acqua da parte sua (per fortuna). Nella foto sotto l’assurdo progetto.

Il progetto demenziale cassato dal TAR

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Manifestazione Adro 4 dicembre 2010


Ditemi chi…


… è il genio. Chapeau

Io non ho bisogno di Pippo Civati…


… per votare il PD. Già lo votavo prima di conoscerlo. Lo voterei anche se lui non ci fosse. Le mie critiche al PD ed a chi lo guida trovano poi sempre un’attenuante, ad esempio la vergogna del sistema informativo italiano. Per ogni errore del passato, pur innegabile, la contingenza mi ha spinto a trovare un motivo più grande per oppormi a quella che in Italia è immeritatamente chiamata la destra di governo.
Di più. Il PD è un progetto che mi piace, in cui mi ci ritrovo, che guarda al futuro. E’ l’unico partito italiano che è compiutamente democratico, non dipendente cioè da un leader, credo sia l’unico non fondato dal suo attuale segretario. E io sono “nativo” del PD, cioè non ero iscritto a nessun partito, prima. Sono prediche ad un convertito, sostanzialmente inutili. Con me Civati è sprecato. E, udite udite, su certi argomenti con lui sono perfino in lieve disaccordo.

Poi accade una giornata come oggi. Una giornata passata con Pippo, al freddo, a battere i marciapiedi.
I marciapiedi di Iseo, parlando di ambiente, di cementifici che vogliono diventare inceneritori, con noi del PD che ci opponiamo, ovviamente.
I marciapiedi di Adro, nel pomeriggio, a festeggiare l‘Ordinanza che impone al sindaco di Adro di ripristinare la legalità e togliere tutti i simboli in via definitiva.

E accade che la gente mi vede, svettare con la mia massa, e mi viene incontro delusa chiedendo “c’è Civati?” (magari un attimo attardato nel corteo, o davanti) perché sapevano che io ne avevo annunciato la presenza e lo vogliono vedere, stringergli la mano, scambiare due parole. Vedo Lancini di Adro, non il sindaco ma il “benefattore” (se ve ne ricordate), classe ’55, trasmettergli con la sua classe parole di incoraggiamento e di invito ad andare avanti.
Vedo i ragazzi del popolo viola, che tutti i giorni mi pizzicano come zanzare contro il mio PD che difendo a spada tratta, non poter credere che ci sia, manifestandogli simpatia. Una ragazza mai vista mi vede la bandiera del PD e ovviamente fa battutine e mi tratta come un monatto, scherzando ma mica troppo. Sento che parla con un’amica che “doveva esserci Civati ma non lo vedo” e le chiedo se vuole conoscerlo, che c’è. Non mi crede. Le dico che pur senza merito sono tra coloro che gli han chiesto di venire ed allora, testuali parole, “non devi essere poi così male se conosci Civati e l’hai portato qua”.
Senza parlare degli over ’60, i più sfegatati tra i rottamatori in pectore, ed ogni anno in più sulla carta di identità son 10 decibel in più negli slogan sulla necessità di ricambio (sarà questione d’udito).

Ed allora capisco una cosa: che ho bisogno di Civati, ho bisogno di imparare da lui a trasmettere alla gente che non aspetta altro che votarci, e non lo fa, di cominciare finalmente a votare per un partito che ha tutte le carte in regola, insieme ai suoi alleati, per portare l’Italia fuori da questo pantano.
Sarà meglio che mi decida ad imparare in fretta. Il piano B è farne delle sagome di cartone da portare ad ogni iniziativa del PD cui partecipo, come i vigili cartonati del sindaco leghista di Alassio.

PS: mi chiamo Filippo, ho sempre pensato significasse “phileo ippos” (mi piacciono i cavalli) probabilmente nel mio caso è una crasi di “phileo pippo” 😉

Foto sul Bresciaoggi 2.12.2010


La potenza dell’ordinanza del Giudice del Lavoro di Brescia.


Voglio qui commentare l’Ordinanza del giudice del Lavoro di Brescia sul caso dei 700 soli delle alpi della scuola di Adro.
Va letta ma la riassumo in modo scarno.

La CGIL ha agito motu proprio contro i responsabili dell’ambiente di lavoro non neutro, degradato dalla presenza dei simboli.

Il giudice ha dapprima demolito l’istanza di non ammissibilità del Sindaco del Comune di Adro in quanto non datore di lavoro ma solo proprietario dell’immobile; anche il tecnicismo (finto) della conciliazione (per allungare i tempi) è stato smontato dal giudice;anche il tecnicismo sul numero di lavoratori che attualmente subiscono questa situazione è smontato, per il fatto che vanno individuati i lavoratori come “concetto” ed anche i lavoratori futuri.
Il concetto di tutela dei lavoratori è anticipato e preventivo rispetto al realizzarsi della lesione al diritto soggettivo.
Poi il Comune di Adro viene individuato come soggetto attivo, citando propriamente prassi DISCRIMINATORIE o adderittura MOLESTIE, che sarebbero potute avvenire anche in modo NON INTENZIONALE. Già tutto quanto elencato finora è esplosivo, perché consente di colpire, anche per similitudine, amplissime prassi di “appropriazione della società” da parte della Lega Nord, con i suoi simbolismi e le sue parole d’ordine.
Il dispositivo dell’ordinanza poi accerta che nemmeno il Sindaco di Adro ed i suoi avvocati hanno saputo documentare la natura di simbolo locale pretesa per il simbolo. Viene ufficialmente sancito che il sole delle Alpi non ha connotazione locale ad Adro, ma anzi solo partitica, e ciò anche usando le stesse fonti (peraltro discutibili) fornite dal Sindaco stesso.
Viene poi definita la comparazione del lavoratore “tipo” rispetto al lavoratore svantaggiato della scuola di Adro, che viene definita “saturata” ed “inquinata” dai simboli partitici. Questa condizione di svantaggio dei lavoratori è amplificata dal ruolo che ricoprono, di mediatori culturali verso menti in formazione, e dalla compromissione delle condizioni ideali per cui questo compito sia possibile. La presenza di minori ha quindi un carattere aggiuntivo (ma non, si badi, unico) nel determinare lo svantaggio dell’operatore scolastico rispetto alla condizione definita “standard” del suo normale lavoro.
Passa poi a sottolineare come la copertura con bollini del sole delle Alpi non possa considerarsi sufficiente in quanto già la copertura assume valenza simbolica contraria, mentre invece va ripristinato lo status quo di “situazione non inquinata“.
Importantissime poi le costrizioni a rimuovere i simboli a spese del Comune, a rifondere i danni e, ultima stangata, a pubblicare (a care spese) su 4 quotidiani un estratto significativo della Ordinanza che parimenti andrà messa in evidenza nella scuola per una intera settimana lavorativa per parzialmente riparare al danno fatto per la grande notorietà del caso.

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Prossima Fermata ADRO: non 5 minuti, un paragrafo!


Sabato 4 dicembre nel pomeriggio ad Adro una manifestazione originariamente di protesta per la rimozione completa dei simboli sarà invece una manifestazione di festa grazie all’Ordinanza del Giudice del Lavoro di Brescia che vi invito a leggere perché dovremo fare sì che faccia giurisprudenza, diventi diritto positivo e segni il punto di svolta, l’inversione ad U della colonizzazione demenziale della Lega.

Mi piacerebbe che i partecipanti del 5-6-7 novembre alla Leopolda riuscissero a condensare in una frase o un paragrafo breve (altro che 5 minuti! dilettanti!) i loro sentimenti e ciò che vogliono trasmettere alla gente di Adro ed a chi a lottato, insieme, in una sorta di nuovo C.L.N. per la liberazione dell’Italia dal morbo della xenofobia e della stupidità.
Fate convergere qui sotto nei commenti, Nome, Cognome, Ruolo (tipo assessore, ricercatore, maestra, bidella… ) ed un breve paragrafo con il vostro testo.

Comincio io.
Filippo Filippini, PD Coccaglio e Franciacorta. “Desidero ringraziare Adro perché le ferite morali che ha subito (e che ci vorrà molto tempo, lavoro e buona volontà per rimarginare) hanno almeno suscitato uno sdegno amplissimo nell’opinione pubblica ed in certe istituzioni (anche se non in tutte, come sarebbe doveroso): che sia di esempio per il futuro e, soprattutto, non dimentichiamo Adro e non lasciamola mai sola”.

Adro: anche il Sole è dalla nostra parte



Come vedete, per la manifestazione di sabato pomeriggio ad Adro, ci sarà il sole.
Ed anche per sabato mattina ad Iseo.