La credibilità di Berlusconi ridotta ai minimi termini


Qui il sondaggio del Corriere a proposito della proposta fatta a Bersani sul giornale di oggi:

Costituzione non Prostituzione


Promemoria per i più distratti: si giura sulla Costituzione, non sulla Prostituzione. Vero Silvio, vero Nicole?
DIMISSIONI!

I costi della politica


La lista dei pagamenti fatti e da fare da Berlusconi a Ruby (dall’agenda sequestrata alla nipote di Mubarak)

Il merito delle primarie PD di Napoli


A Napoli pare sia successo un gran casino, ci sono stati brogli e manovre poco chiare.
E’ vero, le primarie sono state usate per fini poco nobili.
Ma, proprio per la struttura delle primarie, hanno reso i brogli evidenti e trasparenti. Altrimenti non ne avremmo saputo nulla, avremmo avuto denunce a mezza voce su giochi di palazzo.

Le primarie, in questo caso, sono da ringraziare.

Non sono gay


Perlomeno fino a stasera, domani vedremo. Ma non è questo il punto.
Mario Adinolfi ha fatto una serie di battute omofobe su Signorini (che personalmente detesto, ma non in quanto gay, ma per ciò che fa di lavoro).
Repubblica titola “ed i gay si arrabbiano”. Ennò, si arrabbiano tutti, e dato che è nel PD, chiedo che ne risponda al suo circolo e che si prendano provvedimenti contro di lui. Non è tollerabile che il PD venga associato a commenti omofobi di questo tipo. C’è chi ne chiede l’espulsione, io tendo ad essere di solito più moderato, ma Adinolfi deve scusarsi e subire un procedimento e, per conto mio, una sospensione.

Fraternità


I diritti dei giovani al primo posto


I giovani, diamo loro una chance


L’intervento di Civati il 22.1.2011 a Torino

L’identità del PD


Non è anomala la contrapposizione tra la linea liberale della sinistra italiana e quella della sinistra tradizionale

Male non fare, paura non avere


Una lavoratrice di Mirafiori racconta il suo punto di vista e cosa ha visto e sentito a Mirafiori

Adro: la Soprintendenza boccia il progetto di speculazione sul laghetto Sala.


Rubyskjia e Minettoskaja


A me piace fare sempre 2+2, lasciar correre il cervello ed immaginare scenari.
Molto frequentemente il nostro presidente del consiglio visita la dacia di Vladimir sul lago Valdai.
Quanti minuti di filmini compromettenti ci saranno, in rigoroso possesso altrui, che ritraggono il grande statista mentre compie le sue imprese con la Ruby e la Nicole russe?
Chi ha questi filmini tiene B. in pugno.

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Dimettiti!



Nicole Minetti alle prese con la sua nuova popolarità

DIMISSIONI DI BERLUSCONI E MINETTI – per cominciare


Art. 54 Costituzione Italiana
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Non è una questione politica, è un fatto istituzionale e personale.
Attiviamoci a tutti i livelli

Navigatore Satellitare



Se dovete scaricare ad Arcore, seguite le indicazioni dei più moderni Tom Tom: maiali da una parte, troie a Villa San Martino.

Affettato il Parma


Ok, vogliamo bene al Brescia calcio.
Ok, vogliamo bene al Bresciaoggi.
Ma un titolo così

Errata corrige – B. : “ho una relazione _CON UNO_ stabile”


Precisamente, con via Olgettina 65.

PS: saccheggiata a Maurizio Riccardi.

Finale di partita


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Viva la Carfagna che ci vieta la campagna.


Kundera, nei suoi saggi, ci ammonisce riguardo ad una cosa. Egli individua l’età moderna occidentale, quella del progresso, delle migliorate condizioni di vita, della scienza, della conoscenza, tutte queste cose qui insomma, come connaturata, legata a doppio filo, al Romanzo ed allo Humour. Invenzione, ci ammonisce appunto, temporanea, destinata a morire. Quando non rideremo più della beffa di Panurge al mercante di montoni, ci dice Kundera, Romanzo ed Humour, e con essi la civiltà occidentale, sarà morta.
Da molti segnali sospetto che ci siamo vicini.

Accade infatti che a Firenze venga presentato il calendario di Oliviero Toscani, nell’ambito di Pitti Uomo (sponsor è un’azienda di pellami, nota lavorazione toscana).
Genialmente Toscani sublima lo zoccolismo imperante, entrato nel luogo comune ormai (Ruby, D’Addario, Carfagna, ma anche Cetto la Qualunque ed il suo Pilu) in 12 foto di 12 timidi, belli, naturali, curati, nemmeno depilati “à la mode du porno” come usa adesso, pubi femminili.

L'origine del mondo di Courbet, esposta alla Gare d'Orsay

Naturalmente non è capito nemmeno dal suo committente, che presenta il calendario in un bazar con Crepet, Marina ex Ripa di Meana, Sgarbi (certamente lo Humour in chi ha organizzato questa pagliacciata di presentazione non c’è). Ma ecco che parte subito, già in platea, la contestazione veterofemminista (il femminismo “hard” è precursore della perdita di sense of humour già da 40 anni) immagino al grido di “la vagina è mia e la fotografo io”.

E già qui le mie preoccupazioni per il futuro della nostra società a cui sono affezionato (avendo anche figli piccoli) salta di grado. A preoccuparmi definitivamente (ma era inevitabile) l’intervendo del Ministro per le Pari Opportunità, quella Mara Carfagna che ha ottenuto il posto non certo per applicazioni scritte, che censura Toscani e vieta ogni successiva pubblicità al calendario, dandole (umoristicamente) il massimo della pubblicità possibile: la censura!Salva tutto (almeno per un altro po’) l’umorismo fulminante del fotografo, che dice che i calendari da camionista della Carfagna sì, quelli, che erano volgari, e che gliene avesse fatto uno lui l’avrebbe fatto migliore, tanto che ora non sarebbe Ministro, sarebbe Presidente del Consiglio. Chapeu, Oliviero!

La FIOM fuori dalla rappresentanza FIAT grazie a Vendola.


L’ironia (tragica) della sorte: è grazie ad un referendum abrogativo promosso nel 1995 da Rifondazione Comunista, nella cui dirigenza militava Nichi Vendola, che oggi Marchionne può scrivere nel contratto sottoposto all’approvazione dei lavoratori la clausola che lascia fuori la FIOM.
Questo apparato fu messo in atto da RC per spennare i COBAS.
Detto che non è giusto a mio avviso che la FIOM, anche se non firmataria, rimanga fuori, ecco un altro dei guasti della politica dei colpi di testa massimalisti e del miope furore contro i cosiddetti “nemici del popolo” del momento.
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