Ed ora quello che penso io su Bersani e sulla fase che si apre.


Dopo il voto del 14 il pallino è definitivamente in mano a Berlusconi. O governa o ci manda al voto anticipato. Dato che non governa da due anni e mezzo (gli interessa solo la sua poltrona e l’immunità che ne deriva) a mio avviso cercherà di vivacchiare il più a lungo possibile.

Mi pare chiaro che Bersani voglia fare due cose: la famosa piattaforma (cioè la sintesi – arricchita – dei documenti che si preparano da circa nove mesi nelle varie commissioni dell’Assemblea nazionale) e mettere il PD al centro dell’opposizione, dove sta geograficamente ma non mediaticamente, schiacciato dal tema delle alleanze e delle primarie.
Per ciò stesso spazza via in un colpo solo questi due temi, trattati dalla stampa in modo inopportuno quando non sleale e malevolo: prima la sostanza, la proposta del PD agli italiani ed a tutti i possibili alleati.
Vendola e Di Pietro? Bersani non lo dice, ma chi se ne importa. I loro partiti, pardon comitati elettorali, se sanno fare altrettanto lo facciano, altrimenti prendano i nostri temi e vedano uno per uno se sono d’accordo.
Fini? Bersani non parla mai di destra, parla di centro. Sicuramente non può lanciare un tema (la piattaforma) alle opposizioni ed escludere aprioristicamente nessuno. Sarebbe autolesionista.

Esiste una dicotomia nel mondo politico italiano: mascalzoni (più o meno consapevoli) + leghisti da una parte, e tutti gli altri. Il paese non è così, e mai come stavolta è scalabile.
Tornando agli “altri” di cui sopra, il PD è il vero centro, nel senso buono del termine, e fa il suo lavoro. Proporre e vedere chi ci sta. Tempo per eventuali veti ci sarà (ma non serviranno: Fini non verrà, e sono affari suoi).

A parte il pensiero sulle primarie.

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4 Risposte to “Ed ora quello che penso io su Bersani e sulla fase che si apre.”

  1. Giorgio Says:

    probabilmente il pallino è in mano alla Lega più che a Berlusconi, com’è ininterrottamente dall’inizio di questo governo PDL-LEGA.
    Se non sbaglio Bersani aveva auspicato che Vendola riuscisse a icostruire quell’area di sinistra che si era disintegrata dopo la schiacciante affermazione di Berlusconi. Una nuova fase che potesse vedere il PD dialogare con quelle forze che naturalmente sono state alleate nelle esperienze dei governi Prodi.
    Ora che il governo ha retto alla spallata di Fini e Casini a cui illusoriamente s’è affiancato il PD, nella allargata area dell’opposizione s’è creto un ingorgo pauroso che ha il solo vantaggio di rinsaldare Berlusconi e Bossi.
    Il nenonato PDN continua univocamente a ribadire la sua collocazione di centro destra in un rapporto parlamentare leale verso PDL e Lega.
    Mi chiedo dunque perché il nostro segretario si incaponisca a volere il terzo polo come partner per un’eventuale governo di solidarietà nazionale o più probabilmente per le prossime elezioni primaverili.
    Neppure sulla legge elettorale v’è convergenza tra Bersani Fini e Casini! Senza poi parlare delle visone fiscale, sulla giustizia, sulla scuola, sui diritti dell persone e sull’imigrazione. Mi domando su quali punti IMPORTANTI vi siano serie possibilità di convergenza. La laicità che nel PD è spinta per diritti più larghi alle persone potrebbe forse avvicinare Fini, ma Casini di certo no!
    Credo che al centro la strada sia preclusa da una sostanziale diversità di vedute!
    La vera possibilità per questo PD e quella di presentare al paese un vero programma alternativo alle destre, ma forse neppure questo potrebbe bastare perché ci vorrebbero persone che fossero fortemente credibili circa la possibilità di poterlo poi attuare. Se Prodi non v’è riuscito non vedo perché Bersani sì! Oltrettutto Prodi le sue elezioni le aveva vinte!
    Questo paese è immobile perché incapace di pensarsi in grande e impreparato a fare quei sacrifici che sono necessari a mantenerlo in vita. Quando i giovani, i ricercatori, gli operai, la gente comune scende in piazza e tollera certa violenza vuo proprio dire che la misura è colma! Mi rendo conto che tutto è molto difficile, ma solo dimostrando la nostra voglia di cambiamento, anche generazionale al pease, non sarà possibile far altro che inchinarci per altri anni davanti a Berlusconi.

  2. Sinigagl Says:

    Filippo, se il disegno di Bersani è questo posso anche condividere, ma per ora non si è capito.
    L’intervista a Repubblica ha fatto incazzare tutti…

    • Filippo Filippini Says:

      Ho semplicemente sbobinato (vedi blog) quello che ha detto Bersani. L’intervista a Repubblica ha avuto una titolazione non coerente con il testo. NOn ci resta che aspettare la direzione.
      Le critiche sono più fondate (e non mancheranno da parte mia) se si basano su fatti e non su interpretazioni.
      Poi se qualcun altro ha dati che io non ho (e non dubito che li abbia)…


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