Diventa leghista con l’ipnosi


Landini, vai in catena di montaggio…


… sarebbe la risposta giusta da dare alle provocazioni del dirigente della FIOM. Condendo con: quanti giorni ha lavorato in fabbrica nella sua vita (escluso quelli da sindacalista, ovvio)? Quanti giorni alla catena di montaggio? Qual è il suo reddito attuale? Che macchina ha, di che marca? Esclude categoricamente di candidarsi mai alle elezioni politiche?

E’ chiaro che così non si va da nessuna parte, si fa del cinema sulla pelle degli operai. Vale anche dall’altra parte, però!

2010 il bilancio di un anno (il mio) in politica


Ho visto cose… questo è il bilancio di un anno vissuto se non pericolosamente almeno intensamente. Mi sono impegnato da gennaio nel direttivo PD di Coccaglio, da maggio anche al provinciale in un gruppo tematico, da settembre anche nell’esecutivo di zona.
Dalla mia prospettiva il partito funziona, non è refrattario ad accogliere chi si vuole impegnare, è scalabile se non ancora contendibile e mostra un attivismo che, a detta di chi c’era da prima, è promettente e non consueto. E gli eletti, anche ai massimi livelli, dimostrano vicinanza alla base e voglia di fare (perlomeno quelli che ho conosciuto io). Certo – direte voi – se il PD accetta il tuo (cioè mio) contributo, non è messo bene, ma siete delle malelingue… e comunque fareste bene ad impegnarvi di persona, le porte sono aperte.

Il momento politico nazionale è quello che è: siamo certamente al crepuscolo berlusconiano (per le pietose condizioni dell’uomo prima che del politico), tutto sta a vedere quanto durerà. In ogni caso, bisogna attrezzarsi e, vista dalla nostra prospettiva, sono tempi duri, tempi di scelte, tempi di opportunità.

Faccio parte dei “nativi” del PD, mai iscritto al altro partito. Ovviamente non nasco sotto ad un cavolo nel 2009 e ho assistito alla lunga operazione di maieutica che ha portato, con varie tappe ed interpolazioni, alla fusione dei due retaggi principali che confluiscono nel nostro partito, la sinistra non massimalista e la migliore DC. (nota aggiunta: principali, non uniche)
Era, va detto, doveroso farlo: è stato un processo lungo (troppo!), difficile, e sono stati fatti errori: evviva! È un’umana cosa, non un partito di plastica, non un partito dei fanghi termali, non – per fortuna – un partito persona, un partito azienda, un partito nome e cognome. Diciamolo pure: è l’unico vero partito rimasto sulla scena politica italiana (sin dal coraggio di definirsi tale), nel pieno rispetto ed attuazione dell’art. 49 della Costituzione. Dunque, e lo dico sempre, massimo rispetto e grazie per chi ci ha (mi ha) preceduto.

Vedo ora di incidere però la piaga principale che ci affligge, a mio modesto avviso: la pettorina. Non il diminutivo della pettoruta (si conoscono i gusti del cavaliere, a noi giusto quelle lascia), bensì il vizio di ragionare in termini di “ex”. Quello è un ex-DC. Quello un ex-Margherita. Questo è in quota ex-DS. Forse a me viene facile, perché non sono ex-niente, però bisogna uscire dalla logica della pettorina. Forse è un problema destinato a risolversi con il tempo, a patto che i nativi non si facciano a loro volta coinvolgere; siamo un unico grande e multiverso partito. Ed il tempo, sia detto, è già scaduto. Basta!

In fisica, quando si forma un agglomerato (pensiamo ad un pianeta) esso si dispone intorno al suo baricentro, e tende a convergere verso esso. Chiamiamo (x) il baricentro, C il centro e S la sinistra, mettendo il PD tra parentesi quadre, la situazione dovrebbe evolvere da:

[S —— (x) —— C]

a:

[S—(x)—C]

Quali sono le forze centrifughe che portano il PD invece a sfilacciarsi invece che a compattarsi? Può darsi che siano i personalismi, la voglia di distinguersi internamente, di coltivare praterie elettorali da parte dei singoli; o forse il momento mediatico infelice, attaccati come ovvio da destra (Il Giornale, Libero) ma anche da sinistra (Il Fatto quotidiano) – curioso che le testate poco abbiano a che fare con i contenuti: giusto la testata dice che quello è un giornale, che l’altro è libero, e che ci dovrebbero essere fatti, e non stiracchiatissime forzature di opinioni, in questo foglio.
Ditemelo voi. Il risultato è però, non mi piacciono le iperboli, deleterio.
Come è possibile, da un lato, farsi dettare la linea sulle unioni civili e sui diritti in generale dalle gerarchie vaticane, o perlomeno che appaia così? Pensiamo forse di attrarre un solo voto in questo modo? Vanno già tutti a Casini o direttamente a Berlusconi i voti per la famosa telefonatina dal Vaticano, che a noi non arriveranno mai. E’ un altro il modo di declinare, per chi ha il dono della fede, la coerenza cristiana, a partire dai bisogni degli ultimi. Un uomo e una donna che convivono fuori dal matrimonio e che magari hanno un figlio: solo io ci vedo una straordinaria somiglianza con la Sacra Famiglia? Addirittura magari non si sono sposati per soldi, proprio come questi dovettero alloggiare a Betlemme, ed accogliervi al mondo il figlioletto Gesù.
Specularmente, come si può pensare di accettare un’OPA ostile a suon di primarie pagate da noi da parte di un esterno, Vendola, che fu il vice di coloro che han fatto cadere due volte il migliore Presidente del Consiglio degli ultimi anni, cioè Romano Prodi?

Ma qui il 2010 si chiude, ai propositi del 2011 la soluzione (forse).

Ed ora, i titoli di coda: persone che ringrazio per questo 2010 interessante che ho passato.

Wilma Tavelli – portavoce PD Coccaglio (e tutto il direttivo);
Claudio Rossi – capogruppo Democratici e Popolari per Coccaglio (e tutto il gruppo consiliare);
Silvio Ferretti – portavoce PD zona (e tutto l’esecutivo) nonché compagno delle battaglie per la scuola di Adro;
Massimo Balliana – capo Gruppo Comunicazione PD provinciale (e tutto il gruppo);
Pietro Bisinella – segretario provinciale PD (e tutta la federazione provinciale), impegnatissimo e sempre cordiale;
Giorgio “Clooney” De Martin – segretario cittadino PD, dalle cravatte lisergiche, dispensatore di buoni consigli;
Gianantonio Girelli – consigliere regionale PD, cordialissimo e sempre attento;
Pippo Civati – consigliere regionale PD, definito rottamatore, in realtà esempio di lealtà ed impegno (e tutti i prossimi);
Pierangelo Ferrari – deputato della Repubblica, paziente (se mi sopporta!), che racconta sul suo blog la vita e l’impegno dei parlamentari, e cerca di non fare di tutta l’erba un fascio, perché poi il fascio arriva, in qualche maniera;
Filippo Penati – candidato alla Presidenza Regione Lombardia, intervenuto ad Adro, e che si è speso per portarvi il segretario nazionale Bersani, il 18.9.2010;
Pierluigi Bersani – segretario nazionale del PD, che non ce l’ha fatta ad intervenire ad Adro solo per impegni non rimandabili…

… e molti altri che dimentico. I nomi qui sopra non sono per gloriarmi (di che, poi: con le piume del pavone?) ma per dimostrare due cose e cioè l’assetto assolutamente “federale” del PD, che procede dal basso e non emana dall’alto, e il fatto che, ad un assoluto neofita, queste persone siano state “toucheables”, toccabili, raggiungibili e, aggiungo, gradevoli interlocutori.

Il futuro di chi si vuole impegnarsi per questo paese (ed il futuro del paese stesso) passa ancora per i partiti fatti di persone e non per i blog di qualche comico (tra l’altro censurati dei commenti non adoranti) con sistemi populistico-demagogici di votazione senza controllo e riscontro alcuno.

Energia è vita


Gli italiani sanno cosa vuol dire stare lontani da casa.


Dedico questo post alla famiglia di mia sorella, "migrante" a Londra

Attaccati al (tram) solare!


Qui

Ergo, gli elettroni che girano e permettono la tua connessione in questo momento sono una fascistissima corrente prodotta dal nucleare (francese o sloveno)

Travaglio 2008: voterò IDV, le candidature sono buone! Di De Gregorio non ne ho visti!


La storia del centrosinistra in un’azione di calcio (greco)


I tre attaccanti Bertinottolus, Veltronopulos e D’Alemiakis riassumono 16 anni di centrosinistra italiano:

Pubblicato su Generale. Tag: . Leave a Comment »

Christmas 2.0


White Christmas


Ho registrato questo blog circa un anno fa, per le note vicende, anche se ho cominciato a postarvi dopo circa sei mesi.
Questo canzone è ancora una ferita aperta per questa comunità, ed allora ve ne offro una versione spiritosa. Buon Natale a tutti.
E ricordatevelo: il Natale è la festa dell’identità Cristiana, EPPERCIO’ STESSO è la festa dell’accoglienza.

53 secondi e dire tutto ed il contrario di tutto.


Non siamo casta. Lavoriamo il 23 dicembre. Arrivederci al 12 gennaio. Mavafankul!
(E non sono un qualunquista, di solito…)

Due maroni con ombelico e peli


Il futuro ministro dell’interno, dopo avere opposto resistenza a pubblico ufficiale, in data 18.09.1996, è steso a terra soccorso dal suo padre politico.
Subirà una condanna ad 8 mesi, ridotta in appello a 4 mesi e 20 giorni, che poi in cassazione diventeranno una pena pecuniaria di 5320 euro.

SE


Gli ultimi sviluppi della scena politica mi hanno reso afasico. E’ perché sto pensando. Intanto vi regalo un mio commento su Ciwati:

Si avvicina la fine dell’anno ed il cambio di agenda. Come ogni anno mi appresto a ricopiarvi la poesia di Kipling che comincia con:

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you
but make allowance for their doubting too,

Se per assurdo avessi la golden share del PD e dovessi decidere a chi assegnare il ruolo di segretario, direi Civati. Se dovessi proporre il candidato premier, direi Renzi. Non perché siano magari pronti per quei ruoli, ma perché colmerebbero l’eventuale “gap” in un attimo, costruendo una squadra coesa, serena e leale.
Questo perché sia chiaro come la penso ad a chi vanno le mie simpatie, non certo personali ma politiche.

Detto questo, il PD ha in questo momento un segretario capace e “pronto”, che adderittura si interroga sull’utilità del suo ruolo come possibile candidato premier. Non è da tutti, non è poco. Non è lì, in quel ruolo, il nostro problema.

Ad un certo punto, quasi verso la fine, Kipling prosegue, in quella poesia:

If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;

Credo che l’immane fatica (compresi gli errori) che ci hanno portato qui, come PD, non meritino di essere giocati a testa o croce. Anche perché il gioco d’azzardo, concordo su una singola cosa con Enrico Letta, è il sintomo del degrado della civiltà di un paese.
Allo stesso tempo, dal punto di vista della Leopolda, giocare “all our winnings” a testa o croce è prematuro, e ci può stroncare sul nascere.
Voglio dire: il referendum, e le firme necessarie per farlo (il 5%), assomigliano ad una specie di conta. Se i generali chiamano, io ci sarò. Mi permetto di dire che è meglio pensarci, pensarci, pensarci molto, su questa mossa.

Forse è il caso di farci un referendum (scherzo)!

Ed ora le ultime due strofe, il mio motto alla vita:

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with kings, yet not lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you;
If all men count with you, but none too much,

If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds¹ worth of distance run
Yours is the Earth and everything in it,
And, what is more, you¹ll be a Man, my son!

La CGIL denuncia penalmente il sindaco di Adro


Dal Bresciaoggi del 23.12

Il sole delle Alpi non scalda…


… ci vuole la coperta.

Come già ad Adro, dopo i bimbi, gli anziani.

Si va nel penale


Anche per il Sindaco di Adro.

Domani è il giorno…


… della direzione PD. Dovrà essere convincente.

Pubblicato su Generale. Tag: . Leave a Comment »

Berlusconi: mi piace Renzi


Qui.

Pubblicato su Generale. Tag: . Leave a Comment »

Lettera a Bersani


Le donne e le ragazze, a noi, piacciono pensanti. Chiamateci scemi, se volete.
Ho il piacere di ospitare questa lettera aperta a Bersani, scritta dal segretario cittadino di Brescia dei Giovani Democratici.

Caro Segretario,
ti scrivo perché credo ancora nel Partito Democratico, nonostante tutto, e mi piacerebbe dare il mio piccolo contributo, da militante e da elettrice.

Ho letto con stupore la tua intervista a Repubblica. Stupore, sì, perché dopo l’appassionato discorso di Roma, dopo i tuoi ultimi interventi in aula, pieni di orgoglio e di coraggio, la tua mi è sembrata una precipitosa marcia indietro, un modo per “mettersi in salvo”, con quali prospettive non lo so.

Lascio da parte il discorso primarie, perchè, per quanto mi riguarda, non vanno neppure lontanamente messe in discussione, chiunque siano i nostri alleati. E su questo, come molti altri, non sono disposta a discutere.

Quello che vorrei capire, invece, è se davvero i nostri dirigenti credono ancora che, con un semplice “CLN 2.0”, Berlusconi possa essere vinto.

Ho ragionato a lungo per capire se questa potesse essere una soluzione, e sono arrivata alla conclusione che non lo sia affatto. Ti spiegherò anche perché.

Non so se ci si è resi conto del fatto che la maggioranza degli italiani appoggia Berlusconi o, se non altro, lo ignora completamente. La forte emergenza democratica del nostro Paese, presente e pericolosa, certo, per moltissime persone non esiste. Non esiste perché prima di questo problema ce ne sono altri molto più immediati: il lavoro che non c’è, il mutuo che non si riesce più a pagare, i figli da crescere senza alcun sostegno…

L’italiano medio non si aspetta di essere liberato da Berlusconi, bensì di vedere risolta almeno in parte quella situazione di totale emergenza socio-economica in cui il nostro Paese è caduto.

Avete ripetuto per anni che l’antiberlusconismo non era la via, ed avevate ragione! Non perché Berlusconi non debba essere politicamente fermato, ma perché non è il “tutti contro uno” l’arma vincente per raggiungere questo scopo.

Dite di voler estendere l’alleanza al centro per fare le riforme, e io mi chiedo: quali riforme? Che riforme si possono fare con uno che ha votato il ddl Gelmini, (e tutti gli altri provvedimenti di quel Governo che ora rinnega) che provvedimenti si possono prendere con chi ha idee opposte alle nostre su tutti i più grandi temi?

Dall’esterno appariremo inesorabilmente come il solito carrozzone costruito per eliminare qualcuno, e non per creare qualcosa.

Mi sembra che questa strategia politica sia stata sistematicamente smentita (per non dire smontata) tutte le volte in cui è stata adottata.

Il nostro obiettivo può essere nobile e sincero, ma non è in questo modo che otterremo il risultato sperato. Perché la gente sa che un governo così eterogeneo sarebbe destinato a cadere presto, e proprio per questo, se è indecisa, sceglierà nuovamente Berlusconi, la mediocre certezza, oppure voterà altro.

Non riesco a capire, poi, come si possa pensare che un’alleanza con il “terzo polo” possa portare più voti, quando è palese che moltissimi elettori, da ambo le parti, non si sentiranno rappresentati da un’insieme indefinito di persone ed idee,e voteranno altro. Voteranno altro oppure, molto peggio, si asterranno: il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di recuperare gli astenuti, piuttosto che andare ad ingrossarne le fila.

Gli astenuti, però, non si convincono con i carrozzoni, né con le “guerre sante” per la democrazia (perché è questo ciò che appare agli occhi dei più). Gli astenuti, così come tutti gli elettori, si convincono con le proposte, con contenuti chiari e sintetici, che vadano a creare un’alternativa credibile all’attuale maggioranza, che certo non ha brillato per capacità di governo.

Perché fino ad ora ho sentito parlare soltanto di alleanze, quando so benissimo che il PD ha delle proposte da fare? Perché anziché pensare chi rincorrere (perché è questo che stiamo facendo, rincorriamo, e rischiamo di finire con una porta sbattuta sul naso, se non due) non cominciamo a parlare agli italiani della nostra idea di Italia? E’ con le idee e la concretezza che si guadagna la fiducia politica, e noi non siamo ancora riusciti ad ottenerla. Finchè non sapremo chi siamo noi, chi è il PD, non potremo sperare di guadagnare voti, né di stringere alleanze serie. Per contrastare Berlusconi servono contenuti e persone perbene, e il PD si potrebbe accorgere di avere entrambe le cose, se smettesse solo per un attimo di giocare a Risiko.

E’ per questo che sono arrabbiata e delusa, Segretario, perché vedo un’occasione unica per parlare all’Italia buttata al vento.

Mi piacerebbe, nei prossimi mesi, non sentire più il nome di Berlusconi nei discorsi degli esponenti del PD, ma soltanto le nostre idee. Sarebbe il più duro colpo che potremmo infliggergli, perché alle proposte vere lui non è in grado di rispondere, mentre è bravissimo a destreggiarsi tra gli attacchi personali.

Le alleanze verranno come conseguenza naturale, ma il più grande risultato sarà l’aver ridato fiducia agli elettori, perché è di questo che gli italiani hanno bisogno: un motivo per credere di nuovo nella politica.

E’ solo questo che ti chiedo, come militante e come elettrice: smettiamo di essere lo specchio che riflette la luce su Berlusconi e puntiamola su di noi, quella luce, parlando dell’Italia che abbiamo in mente!

Con stima,

Giulia Zambolin

Escort e Alfa!


Senza parole