CGIL – Sciopero a Brescia


Ricevo da Romana Gandossi e volentieri pubblico. Non mi associo nè dissocio, semplicemente non l’ho letto, solo copia-incollato.
Sciopero a Brescia.
I pensionati Bresciani della Cgil in questa giornata di sciopero non possono dimenticare che per la terza volta i morti e i feriti che 36 anni fa caddero uccisi in questa piazza dalla bomba fascista, non hanno giustizia.
La città, il movimento sindacale, tutte le forze antifasciste, le vittime, sono sgomenti.
Sono morte 8 persone, più di cento i feriti, ma nessuno ha commesso il fatto.
Abbiamo in questi giorni iniziato il confronto con i comuni Bresciani per rinnovare gli accordi sociali che considerano i servizi agli anziani:
servizi che riguardano la cura della persona per coloro che sono non autosufficienti, i pasti a domicilio, l’assistenza domestica e infermieristica, contributi per le spese mediche.
Siamo fortemente preoccupati perché non ci sono garanzie che verranno mantenuti i livelli della qualità dei servizi e le relative tariffe del 2010.
Nel 2011 ci sarà un punto di domanda per tutti queste prestazioni, sono in pericolo il loro mantenimento, e se questi resteranno rischiano di avere delle tariffe altissime, esagerate per le magre pensioni dei nostri anziani che sono sempre più in difficoltà.
Questo succede perché questo Governo Presieduto da Berlusconi e sostenuto da Bossi con i suoi tagli a prescindere mette in serie difficoltà gli amministratori locali, ma non solo, si aggiungono altri impedimenti dovuti ai ritardi con cui avvengono i rimborsi dei mancati introiti dell’ICI da parte del governo, alcuni comuni aspettano il saldo del 2008, 2009 e naturalmente del 2010 .
Registriamo l’imbarazzo di molti sindaci e assessori di centro destra, leghisti e berlusconiani, a denti stretti ammettono queste difficoltà, ma non c’è una protesta esplicita, chiara, tutto è sacrificato alla ragione di Stato o meglio di governo.
Oggi per molti giovani le famiglie sono il vero Welfare, i figli che perdono lavoro e sono abbandonati a se stessi, sono spesso aiutati dai padri e allo stesso tempo nonni, questi hanno lavorato in fabbrica per una vita, frequentemente li aiutano con la loro pensione, non dimentichiamo che gli assegni di mobilità, la cassa integrazione e l’indennità di disoccupazione hanno una consistenza economica minima sono pari a 700/ 800 euro al mese, quindi spesso si dividono le miserie, pensioni in perenne svalutazione aiutano integrazioni al reddito da fame.
Questa è la situazione, le prospettive sono peggiori:
non è alle viste una riforma fiscale che faccia recuperare alle pensioni e ai salari il potere d’acquisto che viene annullato da un perverso sistemo fiscale.
Continuano i regali agli evasori leggi scudo fiscale e si continua a non tassare le rendite.
non si vedono segni di ripresa economica e di conseguenza una ripresa occupazionale.
Insieme ad una situazione socio economica drammatica è in atto un tentativo di abbassare i diritti, il ministro Sacconi è venuto allo scoperto presentando la bozza del nuovo Statuto dei Lavori, così lui lo chiama, è ormai chiaro e acclarato che ci sarà il tentativo di smaltellare lo Statuto dei lavoratori, non c’è una giusta discussine sulla riforma degli ammortizzatori sociali e un suo allargamento, c’è un attacco ai diritti chiaro e palese.
Penso a coloro che come me oggi hanno i capelli grigi e che in gioventù hanno scioperato per i rinnovi contrattuali, per diritti in fabbrica, siamo pervasi da un sentimento di delusione quando sentiamo le intenzioni distruttive di Sacconi, abbiamo misurato nella nostra vita lavorativa i benefici di quei diritti e di quelle tutele, limitarle e annullarle è ingiusto, il progetto del governo non riguarda un ammodernamento dello Statuto dei lavoratori, è la sua distruzione e questo è contro gli operai e impiegati soprattutto per coloro che lavorano nelle regioni industriali del nord Italia.
Alla faccia della Lega che dice di tutelarli.
Oggi più che mai è importante che ci stringiamo intorno alla Cgil, alle sue parole d’ordine, alle sue piattaforme, partecipare alle sue iniziative a partire dalla manifestazione nazionale di sabato 27 novembre a Roma e se necessarie a quelle successive, siamo un bastione essenziale per il mondo del lavoro, dobbiamo sforzarci di costruire alleanze sindacali e politiche che ci permettano di uscire dalla crisi vincenti, senza perdere dignità e tutele per il lavoro dipendente.

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Una Risposta to “CGIL – Sciopero a Brescia”

  1. romana vittoria gandossi Says:

    Questo è l’intervento di Giovanni Filippini , funzionario SPI-CGIL il 19-11-10, giorno dello sciopero generale a Brescia


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