Primarie PD: proposta per una rivoluzione copernicana.


Dopo quanto è successo a Milano reputo che lo strumento pur importante delle primarie abbia bisogno di una riforma. Anzi, possiamo dire, di una vera e propria codifica che non c’è mai finora stata.
Bisogna innanzitutto distinguere tra primarie PD e primarie di coalizione. Fornisco una serie di punti e poi faccio una proposta:

1) a 10 mesi dalla scadenza elettorale (ad es. Sindaco) decidere SE fare o no le primarie PD (o, ad es., riconfermare il sindaco uscente);
2) a 9 mesi dalla scadenza elettorale decidere se fare o no le primarie di coalizione, consultando gli altri; ovviamente ci sono problemi per gli alleati dell’ultimo minuto, da risolvere con buonsenso
3) Organizzare le eventuali primarie di coalizione, fissare la data: ad esse il PD deve arrivare con un nome UNICO.
4) Organizzare le consultazioni – o primarie – PD in presenza di molteplicità di candidature, con congruo anticipo rispetto alle primarie di coalizione.

Ora invece parlo solo di primarie PD per determinare il candidato UNICO alle primarie di coalizione

a) Chi si presenta paga una cauzione congrua (organizzare le primarie costa tempo, soldi e fatica: non deve essere una sfida velleitaria) oltre ad un numero minimo di firme. Per il mio paesello potrei pensare a, che so, 1000 euro: se non si ottiene almeno il 20% dei voti la cauzione va persa. A Milano potrebbero essere magari 10mila o 20mila euro

b) Aventi diritto al voto: solo gli iscritti al PD ad una certa data
c) Consultazione: io responsabilizzerei i circoli: telefonata a tutti gli iscritti, richiesta di interesse o meno (con pagamento, tipo 5 euro) a votare; scheda vidimata dal provinciale, firmata dal segretario o responsabile di circolo, NOMINALE (con il nome del votante), chiusa con sigillo, consegnata al garante del circolo gemellato (quello del paese vicino – con effetto domino).

d) Spoglio da parte del garante del circolo vicino o magari in federazione provinciale.
e) Conservazione delle schede NOMINALI in cassaforte per possibili contestazioni. Bruciate il giorno dopo l’inizio della campagna elettorale a sindaco.

Obiezione: possibili brogli.
1) Fotografia in sede circolo di consegna scheda
2) Ricevuta con carta copiativa del voto espresso
3) Chi viene preso con le mani nella marmellata viene radiato dal partito

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4 Risposte to “Primarie PD: proposta per una rivoluzione copernicana.”

  1. illuminismo Says:

    mh, buona l’idea di distinguere le primarie del pd da quelle di coalizione. Ma se il PD torna ad essere un partito di sinistra, guidato, che so io, da Concita de Gregorio, le due cose coincideranno. Sarebbe una notevole semplificazione: non si può chiedere primarie ovunque.
    E comunque, io penso che casi come quelli di Milano servano ai gerontocrati del vostro partito per rendersi conto di quanto siano impopolari tra coloro che, di malavoglia, si riducono a votarli, tanto che il loro endorsement è controproducente. Se il PD avesse presentato un candidato decente e si fosse attenuto a procedure corrette (non i soliti squallidi trucchetti contro Pisapia), avrebbe certamente imposto il suo candidato direttamente alle primarie di coalizione.

  2. valerio Says:

    problemi:
    – organizzare DUE primarie, se già si tirano bestemmie per organizzarne una?
    – il Pd che si prepara addiritura 10 MESI PRIMA DELLE ELEZIONI? per carità non siamo il Pdl che presenta le liste solo dopo aver mangiato un panino, ma insomma, vorrei un precedente di un cotanto anticipo….
    – il Pd con un candidato unico? e perché? il Pd è bello perché è vario
    – che regole da unione sovietica anti brogli. ma ti avviso: calabria non è italia, e italia non è calabria. filippo, nel mio paesello e nel tuo quelle regole sono vessatorie e perditempo, perché i brogli che paventi sono impossibili. in calabria sono inutili, perché non le applicheranno.
    anche il far votare solo gli iscritti Pd per il candidato Pd che poi dovrebbe essere unico nelle primarie aperte, e quindi il probabile vincitore: dove le metti le tessere allegre di certe parti d’italia?
    il Po è troppo largo pure per te, non vedi e non capisci oltre…

  3. Filippo Filippini Says:

    Valerio, non sta a spaccà el capello. Le date sono a caso (non ad cazzum)

  4. Filippo Filippini Says:

    Sui brogli: decisioni locali, parliamone. Qui è inutile, comunque diamoci una regola.


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