Il testo integrale dell’Ordinanza contro il Comune di Adro


ordinanza.pdf
Ora è veramente tutta l’ordinanza del 29.11

Annunci

Ordinanza immediatamente esecutiva: il Comune di Adro deve rimuovere i simboli.


Oggi ho avuto un privilegio: essere presente mentre si scriveva la storia, o perlomeno appena dopo che si è stata scritta. La storia è l’inizio della fine del potere della Lega come lo conosciamo. Esistono ben dei giudici a… Brescia.
Andiamo al succo: nella causa promossa dalla CGIL il Giudice del lavoro di Brescia ordina esecutivamente ed immediatamente al Comune di Adro, sotto la guida e la superfizione del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Adro, di:
– rimuovere tutti i simboli (compresi quelli sul tetto) a spese del Comune di Adro: in particolare non dovranno essere presenti né segni di copertura né di abrasione sui banchi;
– va assicurata la permanente presenza della bandiera della Repubblica Italiana ed Europea
– l’ordinanza va pubblicata, a spese del Comune di Adro, sul Giornale di Brescia, Bresciaoggi, Corriere della Sera e Repubblica;
– l’ordinanza va affissa per 7 giorni lavorativi nel plesso scolastico.

Va da sé che tutte le spese anche processuali (2500 euro queste ultime) sono a carico del Comune di Adro

Ad oggi non si è arrivati per caso, o in modo episodico. La CGIL ha fatto ottimamente la sua parte, unica titolata ad intervenire presso il giudice del lavoro.
Ma sin dall’inaugurazione dell’11 settembre una molteplicità di soggetti si è mossa all’unisono: dapprima dei ragazzi del luogo, che hanno documentato a tutta Italia e tutto il mondo lo scempio dei soli.
Poi il PD, che ha indetto un volantinaggio per il sabato seguente, trasformatosi poi in una manifestazione vera e propria, dove hanno sfilato fianco a fianco popolo viola, rappresentanti locali dell’UDC, la lista civica Linfa, la CGIL, semplici cittadini, i centri sociali, SEL, e chi più ne ha più ne metta.

Un vero e proprio laboratorio contro la prepotenza della Lega ed il suo modo anticivico di marcare il territorio.
Ora tutto questo sta finendo, ora non è il momento di dividersi. Continuiamo insieme a lottare non per le ideologie ma su ogni argomento, su ogni punto, su ogni diritto.
Ed ora, arriva la manifestazione del 4 dicembre, organizzata da Adro Rimuoviamoli e dal Popolo Viola. E si festeggerà…

Il tribunale sancisce: il Sole di Adro discrimina.


Qui. La manifestazione di sabato pomeriggio ad Adro si preannuncia una festa.

“Lascio il movimento a 5 stelle”


di Monica Fontanelli
qui su Facebook
per chi non lo usa, riprendo:
Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso. Avevo ovviamente letto il programma nazionale e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti. Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile. La risposta del Movimento è stata l’ostracismo. Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione, perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese. Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti, uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro. Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori. In questi mesi trascorsi nel gruppo l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento. Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna, l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché loro sono i “portavoce” del Movimento. Bell’esempio di democrazia! Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi. Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata. Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti e progetti reali davvero impressionante. Stupefacente scoprire, tra l’altro, che il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili ) non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali! E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?
Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna. Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina. Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta. Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro. Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra” volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica. Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese. Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli

Civati ad Iseo il 4 dicembre – ore 10,30 – a parlare di Ambiente e Territorio


Approfittando della presenza di Pippo Civati alla manifestazione del pomeriggio ad Adro, gli abbiamo chiesto di aderire ad una iniziativa di sensibilizzazione su temi ambientali (cementificio di Tavernola, ma non solo) alla mattina.
In serata comunicheremo la piazzetta sede della manifestazione, interveniamo numerosi.
Da un’idea del sottoscritto e del circolo di Iseo ben presieduto da Paolo Poiatti, che ha scelto i temi che ben conosce.
Ci si trova in piazza Vecchia Filanda, in pratica una traversa di Via Campo ad Iseo (vedi sotto)

Clicka per ingrandire


Si parlerà del cementificio di Tavernola sulla sponda bergamasca, della possibile trasformazione in inceneritore di rifiuti cui il PD si oppone e degli impatti sull’ambiente e l’economia dell’intero lago.

Manifestazione ad Adro sabato 4 dicembre: il PD aderisce, ci sarà Civati.


Clickate

Sabato 4 dicembre alle 14,00 una manifestazione, organizzata insieme da “Adro rimuoviamoli” e dal “Popolo Viola” chiederà a gran voce di completare l’opera di rimozione dei simboli (ad esempio, quelli sul tetto di un edificio della Scuola). Qui l’annuncio e la descrizione della manifestazione.

Qui il volantino di “Adro rimuoviamoli”

Qui la vista dall’alto

Qui sotto l’intervento di Civati alla manifestazione organizzata dal PD del 18 settembre, cui aderirono in pratica gli stessi soggetti già citati, una settimana dopo lo scoppio del caso.

Vista la sentenza del 29.11 resa nota il 30.11, si va a festeggiare!!!

Pubblicato su Lombardia, Video. Tag: , , , , . 1 Comment »

Protesi, idraulico e fiamma ossidrica


Qui